Il sogno di Alessio

Eccomi qui, anche questo mese.

Leggetemi su Genitori crescono

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Sei un bambino cattivo

Riprendo dopo un po’ di tempo. Leggetemi sempre su Genitori crescono.

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Colazione fuori dopo una notte scura

Ieri era una di quelle notti in cui i pensieri si ricorrono in testa, lame affilate che pungono e fanno allontanare il sonno fino alle prime luci del mattino.

Ho fatto un brutto sogno ma non ricordo quale, una pioggia fitta nera mi tagliava come una lama sottile, camminavo nel grigio opaco delle nuvole senza una meta.

Le giornate così iniziano pigre e stanche, potrebbero continuare così fino a sera ma non ci sto a rovinarmi un martedì di luglio inoltrato.

Come diceva una mia cara amica, se la giornata parte male dipende da noi evitare che prosegua allo stesso modo fino a sera.

Mi trascino fuori dal letto con le occhiaie fino a terra, alzo la tapparella e guardo il mio angolo in balcone: aspetta solo me per dare un senso alla mattina e alla giornata intera.

Penso in quel momento a Valeria, a tutte le volte che sono andata a leggerla pensando che si, lei sa come ribaltare le giornate e godere a pieno dei momenti speciali.

Proprio ieri ho comprato il suo splendido libro che è in realtà una bellissima Iniziativa per l’estate, per dar valore all’ospitalità o a un semplice pic nic fuori porta, o a una cena semplice tra amici.

Parto da qui, da una colazione come si deve con la sua granella perfetta. Magari la mia non è proprio perfetta ma lo è per me, con delle albicocche niente male prese al mio mercatino preferito.

Confesso, non sono abituata alle colazioni fatte con calma durante la settimana, sin da quando ero bambina. Uno sbaglio che mi sono trascinata dietro anche da grande: mi alzo al volo e bevo un caffè – seduta – con poco altro. Il caffè dev’essere buono però.

Eppure sedersi fuori con una bella giornata di sole, uno yogurt greco dei migliori, granella e albicocche di stagione beh, è tutta un’altra storia.

E per non farmi mancare niente, inneggiando all’estate, stasera ho provato anche le polpette di zucchine e menta e la panzanella. L’ispirazione è sempre Valeria, ottima e sapiente cuoca che di segreti ne conosce parecchi.

La mia foto di questi due piatti buonissimi non rende e quindi non la metterò, le ricette invece rendono tantissimo.

E col cuore un po’ più leggero, di foto invece ne metto un’altra, perché so che a Valeria piacerà. E’ il ricordo di una settimana bellissima con i bambini e le mie amiche in Sicilia, e questo è un tavolino di “Enzo a mare”, uno di quei posti in cui è impossibile non ritornare, a Punta secca.

A Valeria e alle spezie gentili dedico la foto, e anche questo post.

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Il regalo del venerdì

Le amicizie nascono in tanti modi: per caso, per sbaglio, ma anche per una ferrea volontà di incontrarsi.

Quel lontano 2002, nell’ufficio di via Dante, ricordo benissimo di aver letto per caso un suo racconto su internet e aver pensato, tra le note di un suonatore di strada che mi arrivavano lontane dalla finestra, che avrei fatto di tutto per conoscerlo.

Le sue erano parole dirette, senza troppi giri di parole, un racconto che finiva nel parcheggio di un ospedale per cui avevo subito desiderato vedere la faccia di chi lo aveva scritto.

Chi mi conosce lo sa, quantomeno ci provo. Non mi spavento, certe cose mi incuriosiscono, e fu così che gli scrissi qualche giorno dopo.

Le parole aiutano a conoscersi, le affinità risalgono a galla, si inseguono, affiorano lentamente e poi esplodono. E così fu.

Quando ho il privilegio di leggere ciò che scrive, penso sempre a quel giorno di settembre, in cui mi chiedevo chi ci fosse dietro a quel racconto scritto bene, che per caso mi aveva colpito.

Ci siamo raccontati tante cose in questi anni, le nostre vite sono trascorse parallelamente, talvolta incrociandosi, sempre con il desiderio di non perdersi.

Oggi era una giornata bella, lo sapevo dal mattino. Aspettavo di uscire dal lavoro per fare una passeggiata lunga. La luce dei Navigli era un richiamo forte, e una volta tanto ho deciso di coglierlo, anche se stritolata dalle incombenze della settimana.

Avevo voglia di stare da sola, guardare nei cortili senza fretta, senza il pensiero di qualcuno a casa che reclamasse la mia presenza. Lentamente, con il cielo azzurro e un sorriso che troppe volte è stato spento.

Sono entrata in un atelier e ho parlato con un pittore, ho comprato una cartolina di Milano in bianco e nero da appendere nella mia stanza, ho fatto foto come se fossi una turista, nella mia città che è sempre così bella, soprattutto ultimamente.

Indecisa se sedermi a bere una birra, mi sono trovata davanti al libraccio, regno delle mie brame in cui potrei perdermi per ore. Sono entrata guardandomi intorno e mi sono seduta per terra a guardare i libri, vicino a me una ragazza francese con un cappello a righe colorato e bizzarro. Guardavo, prendevo, leggevo, senza fretta. Una volta tanto.

Lo vedo li’, in mezzo agli altri libri, il suo libro, che lui mi aveva dato in anteprima e che avevo sottolineato con la mia matita preferita, quella comprata in Portogallo, la prima della mia collezione.

Lo vedo li’ in mezzo agli altri, ma per me non è un libro come gli altri, impossibile rimetterlo a posto. Me lo rigiro tra le mani e la ragazza di fianco mi guarda, vorrei dirle di leggerlo ma non ci riesco, lo prendo per me ed esco dal negozio.

E poi ci penso.

Ne ho già due, Federico mi ha dato il primo, e poi avevo preso il secondo quando era uscito. Passeggio verso casa e penso. Lo prendo in mano e lo rimetto in borsa, e camminando arrivo al parco vicino a casa, la luce è ancora dorata e calda.

E’ una bella giornata oggi, posso chiuderla in un modo che rimpiango da troppo tempo.

Mi siedo su una panchina e guardo un ragazzo di colore che mi sorride, lo saluto con la mano e ricambia.

Prendo il libro e lo appoggio vicino a me.

Passa una ragazza in bici, un’altra che corre, più ci penso e più mi sembra che questo sia il suo posto. Qualcuno si siederà dopo di me e avrà la tentazione di leggerlo. Mi alzo e mi risiedo, riguardo la copertina e penso a quello che mi aveva detto Federico quando il libro era uscito. Penso a quello che gli avevo scritto, a quei personaggi che vivevano dentro a quelle pagine sudate, amate, scritte la mattina presto e la notte.

Penso a una presentazione a cui ero andata con le mie all star rosse e il mio cappotto verde acqua, quello che amo di più, e a un’altra a Isola in cui ero corsa in bici in una sera difficile.

Penso a tutto ciò che è stato, e al tempo che a volte sa essere crudele. Ma è un giorno felice, e lo è anche questa sera in cui sto scrivendo.

Sono certa che su quella panchina il libro ora non c’è più. Qualcuno lo sta leggendo.

A Federico, e a quel che ancora sarà.

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Hai finito di tirarmi scemo

Questo mese, leggetemi Qui.

Buon divertimento

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Guarda e passa

Eccomi anche questo mese. Leggetemi su Genitori crescono.

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Stanca

Ci sono anche a febbraio. Leggetemi Qui.

Su genitori crescono.

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Rompete con la tradizione

Come ogni mese mi trovate Su genitori crescono.

Buona lettura.

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Il pesce di Einstein 

E’ il giorno del mio articolo su genitori crescono. Leggetemi Qui

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Il menu’ settimanale dei miei figli 

Eccomi, per un menu’ settimanale personalizzato proprio da loro. Leggetemi Qui

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