Giulia 

Giulia si sveglia presto la mattina, le campane della chiesa di San Prospero non arrivano mai a sei rintocchi, che lei è già in piedi, e con le mani si sfrega gli occhi.

Giulia guarda fuori dalla finestra, scosta le tende verdi della cucina e fissa le luci della casa di fronte, quella con il tetto rosso e il giardino grande, con l’albero di magnolia al centro.

E’ bella, Giulia, tutti le dicono che ha gli occhi da cerbiatta, due occhi neri e profondi, con cui a volte, nelle giornate di sole, sorride.

Le piacciono gli ombrelli aperti, le torte di castagne, le gonne lunghe della zia Sofia e i gelati dopo cena al mare, al chiosco azzurro di Ferdinando.

Pensa spesso al mare, in quest’inverno freddo, il gelo al mattino presto le entra nelle ossa, si mette sulle spalle lo scialle verde che si è fatta a maglia due anni fa, nelle domeniche dall’aria stanca.

Si chiede cosa starà guardando sua madre in questo momento, se lo domanda da quando l’ha vista dalla finestra farle un gesto con la mano, prima di sparire dentro una macchina nera senza speranza di ritorno.

Se lo chiede anche suo padre continuamente, quando si siede a tavola con gli occhi spenti, rigirando la forchetta un un piatto di spaghetti al sugo troppo conditi.

Giulia ama camminare da sola al mattino presto, quando le serrande dei negozi sono ancora chiuse, aspettando che la città si svegli e la routine quotidiana inizi lentamente il suo corso.

Prima di andare al lavoro dalla signora Silvia, Giulia si ferma sulla panchina dietro all’angolo della strada, nel giardino di lavanda davanti alla scuola elementare.

Lentamente i bambini arrivano alla spicciolata ad aspettare che la campana suoni, accompagnati da genitori troppo di fretta e cartelle troppo pesanti, traboccanti di libri.

Giulia li guarda e aspetta, sfiorandosi le ginocchia, sguardi felici e attenti che accolgono vite che iniziano, sorrisi che si rincorrono davanti a un cancello che si apre.

Giulia si alza, con lo sguardo fissa il cielo sopra di lei, fa una giravolta e con decisione lentamente s’incammina. 

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2 risposte a Giulia 

  1. Lavinia ha detto:

    Grazie Valentina…

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