Non solo calcio

Foto di Francesco Pappalardo

Quando arriva il venerdì, puntualmente una mia amica con tre figlie mi chiede “… programmi per il week end?”.

Altrettanto puntualmente rispondo “Calcio”.

Non si rassegna, e ogni settimana ripete sempre la stessa domanda. “Come sei messa questo sabato?”

La mia una sola parola: “calcio”.

“Certo che voi avete proprio una bella scocciatura”, mi dice, “con tre figli maschi siete proprio messi male con le partite”.

Abbozzo, faccio la parte con aria mesta e sconsolata, poi giro i tacchi e vado a infilare i parastinchi nella borsa blu.

Ma è davvero così che mi sento? E’ proprio così vero che sono stufa di passare i giorni della settimana e i week end sui campi da calcio? 

E di tempo alla scuola calcio con tre figli ne passo davvero tanto, il lunedì, il martedì, il mercoledì, il venerdì, il sabato e a volte, come ieri, anche la domenica. 

Eppure fino adesso non è mai stato un problema, ne’ una scocciatura, e neppure un’incombenza da affidare al padre di famiglia, in quanto sport squisitamente maschile.  

Ricordo tempo addietro, a una festa di un’amica, una ragazza che sentendomi parlare mi disse “no guarda, del calcio si occupa mi marito, io non ci penso neanche e vado in palestra”.

Ma perche? Mi chiedo.

I miei figli sono appassionati di calcio, ci giocano sempre, sono felici più di tutto quando, ovunque siano, possono tirare fuori un pallone o un oggetto di forma sferica, che sia al parco, in un cortile, o in un qualsiasi spiazzo pianeggiante che somigli vagamente a un campo.

Andare a tifare per loro non è un dovere, ma un piacere, e lo è anche appassionarsi alla partita che stanno giocando.

“Eh ma a te piace il calcio”, mi dicono. No, non mi piace, non sono particolarmente sportiva, mi piacciono i libri e l’arte, mi piace una cena tra amici, un bicchiere di vino, una grigliata in campagna.

Eppure stanno giocando i miei figli. 

Non solo sola sugli spalti, e come me ci sono tanti genitori, molti dei quali simpatici compagni di un sabato pomeriggio fatto di tifo, chiacchiere, risate, e spesso di un aperitivo alla fine.

Durante la settimana faccio semplicemente la pendolare, accompagnando da una parte e riportando dall’altra, come qualsiasi altra attività del pomeriggio. 

Se capita mi fermo a dare una scorsa al giornale mentre aspetto al bar di fianco, in cui una coppia mi accoglie ogni giorno con un sorriso smagliante. “Eccoti Valentina, ti aspettavamo. Bevi qualcosa?”

“Ma non è uno sport di esaltati il calcio?”, mi chiede qualcuno.

Certo, ci sono anche quelli, alle partite i genitori che incontro sono i più svariati,  e certamente ci sono anche quelli che “… spezzagli le gambe a quello.”.  Ci sono, e non danno il buon esempio, ma chi li ascolta? 

Io vado dritta per la mia strada, e nel mio cammino ci sono bambini che lottano, che si impegnano, che si abbracciano a fine partita, che difendono senza paura un amico quando viene preso in giro dalla squadra avversaria. 

Ci sono bambini che imparano, che vincono, che perdono, che piangono, che portano la pagella al mister, fieri di esibire un buon giudizio sul comportamento.

Ci sono bambini che crescono insieme, che si aiutano, bambini che si prendono anche in giro, e anche bambini che soffrono. 

Va bene così, questo insegna la vita, questo è il nostro viaggio.

Questo dovrebbe essere lo sport, questo dovrebbe essere il calcio. 

Dedico questo post a chi, forse, ha perso di vista cosa è, o dovrebbe essere, questo sport per i nostri bambini.

E dedico questo post a tutti noi genitori, che riusciamo a divertirci anche in un sabato freddo e grigio, con due risate in più e un bicchiere di grappa a bordo campo.

Con un cielo così.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

4 risposte a Non solo calcio

  1. Laura Levi ha detto:

    ai lov iu superVale!

  2. Silvia Mobili ha detto:

    ecco vedi…mio figlio gioca a pallavolo e gli allenamenti sono al chiuso. I genitori non possono assistervi. Quindi, neanche ho scelto se restare o meno. Lo accompagno e ho trovato una dimensione mia: vado a correre. Invece di rimanere lì un’ora e mezza a non fare niente, vado a correre e sto bene. Perchè mio figlio si diverte ed io ho un po’ di tempo per me.
    Poi a marzo comincerà il torneo di domenica e ho detto no quindi ad una gara podistica cui tenevo molto. Ma questo non mi pesa, perchè gioca mio figlio e per me sarà un piacere tifare per lui e per la squadra.
    E comunque un equilibrio è stato trovato…la sua pallavolo mi ha portato ad avere, nella settimana, tempo per me.
    Un abbraccio.

    • valewanda ha detto:

      Silvia, ma è giusto così, l’importante è trovare l’equilibrio. Anche io in settimana non sto a vedere, vado al bar o torno a casa a fare qualcosa, o sbrigo commissioni. Alle partite però mi piace seguirli, va bene così !

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...