Il resto è ossigeno 

  
Ho conosciuto Valentina Stella il primo dicembre di qualche anno fa.

Era un autunno mite, e quel giorno indossavo un maglione rosso e una collana colorata, una delle mie preferite.

Era seduta di fronte a me a casa di un’amica comune, mentre lo scrivo ammetto di avere un po’ di nostalgia di quel giorno. Ripenso a questa bella ragazza dai capelli scuri e le fossette, che timidamente chiacchierava facendosi scoprire piano. L’avevo trovata da subito bellissima, ricordo di averlo pensato mentre le sorridevo ascoltando frammenti della sua storia.

Sapevo che l’avrei conosciuta quel pomeriggio,  un’altra amica comune ci aveva presentato, una ragazza dagli occhi bellissimi che avevano inciso un segno sul mio cuore. Anche se ora sembra un solco soffuso, in realtà da allora e’ sempre lì, luminoso come una lanterna, come la bellezza di quel giorno.

La casa in cui eravamo, che vedevo per la prima volta, era un puntino su una collina sul mio navigatore. Ci ero arrivata senza sbagliare un colpo, felice di trovarmi in un posto senza tempo e pieno di magia. Fuoco, calore, risa di bambini che giocano senza essersi quasi mai visti, passeggiate con gli occhi rapiti dai colori intorno, candeline di compleanno e una padrona di casa perfetta, accogliente e bella come una rosa appena sbocciata, come lei sa.

Valentina era lì, dentro a tutto questo, la strada fino a qui sono state le sue parole, che ho letto nei suoi post intensi e sinceri, di strade di Torino e cieli azzurri.

Ho ritrovato tutto in questo libro, che ho letto al volo in una manciata di giorni, persa in mezzo a una città che sta esplodendo in questa primavera di mezza estate.

Sara e’ un pezzo di me ma in realtà è nella vita di tutte, donne della mia generazione che macinano giorni in apnea senza riuscire a fermarsi. Madri che si fanno in quattro e struggono di fronte a segreti dei propri figli che non sono riuscite a cogliere, sospese tra l’oggi e il domani che sa di scelte fatte e sogni ancora da percorrere.

Madri in equilibrio che cercano di ritrovarsi, in mezzo alla giornata, alla città, nei cieli accesi e in quelli stanchi, nelle serate dei baci della buonanotte e nelle mattine dei saluti davanti a scuola.

Si chiedono il dove, il quando e il perché, senza riuscire a darsi una risposta fino al momento in cui succede qualcosa, che le scuote nel profondo.

Arturo che se ne va, marito e padre, in una mattina qualunque, davanti a una focacceria che proprio quel giorno lo lascia senza respiro. Fugge da tutto e manda in mille pezzi un equilibrio che sembrava normale, scontato, quasi perfetto.

Se ne va e scombussola questa vita dai ritmi ordinari, aspettative scontate di una vita tracciata.

Se ne va senza sapere dove né perché, e tutto questo, pagina dopo pagina, troverà il suo senso, la sua storia, il suo punto e a capo.

Questo è tutto, tutto da leggere, una riga dopo l’altra. Il resto, appunto, e’ ossigeno.

Con un abbraccio, di cuore, a Valentina, Paola e Luisa. 

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