Racconti mondiali

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C’ero io e c’era sua moglie, eravamo sedute a un tavolo con degli sconosciuti, ho ordinato una birra e un toast enorme.
Davanti a noi tredici autori, tra cui suo marito.
Ero li’ per sentire lui, che è un amico, e a dirla tutta e’ l’unico grande amico di sesso maschile che io abbia.
Non so esattamente perché, eppure lungo la strada gli altri uomini si sono persi, qualcuno si è innamorato di me, qualcun altro mi ha spezzato il cuore.
Mi sono legata all’uomo con cui ho costruito la mia vita ed è diventato il mio cemento.
Le altre sono figure femminili, e poi c’è lui.
Ieri presentavano questo volume bellissimo, tredici racconti scritti così, un po’ per gioco, sul calcio ma in realtà sulla vita.
Ho il libro tra le mani da ieri ma non ho ancora letto nulla, il primo pezzo di vita che leggerò’ sarà il suo, quello di Federico, che saprà emozionarmi come sempre.
E poi leggero’ quello di un uomo che parla anche della terra, poi quello che parla anche di Ballaro’, e poi quello che parla di qualcuno che si chiama come uno dei miei figli.
E poi li leggerò tutti, e so che troverò qualcosa che si fermerà tra le mie corde, qualcos’altro mi resterà attaccato, qualcos’altro volerà via.
Sempre, e comunque, alla ricerca di parole.

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2 risposte a Racconti mondiali

  1. Marco ha detto:

    Cara Vale,
    in due righe ai ben sintetizzato una questione che mi sta molto a cuore: l’amicizia tra un uomo e una donna.
    Come hai potuto osservare nella Tua vita, ma penso anche nella vita di molti dei Tuoi affezionati lettori, “Non so esattamente perché, eppure lungo la strada gli altri uomini si sono persi…”
    Così anche per me, gli amici sono prevalentemente uomini, mentre le donne lungo la strada si sono perse.
    E mi è molto piaciuto il modo in cui hai descritto con due pennellate il Tuo matrimonio “Mi sono legata all’uomo con cui ho costruito la mia vita ed è diventato il mio cemento”.
    Mi auguro che anche mia moglie possa dire le stesse cose di noi due.
    Un caro saluto.
    Marco.

    • valewanda ha detto:

      La ragione e’ quella che ho scritto, caro Marco, non è facile mantenere un distacco, o comunque non farsi coinvolgere in altro modo. Quanto al resto, in fondo il rapporto di coppia, quello solido, e’ proprio questo: cemento che unisce e risalda, tiene forti i legami che ogni giorno si creano. Sono sicura che anche tua moglie, che ben conosco, potrà dire lo stesso di te. Un abbraccio

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