Collettivo Zampalu’

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Ho un paio di all star rosse oggi, e il mio cappotto verde acqua che indosso come una seconda pelle, quando inizia la primavera.

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E’ da un mese che sono andata alla presentazione di “Collettivo Zampalu'”, ma le immagini di quella sera non mi si staccano dalla mente. E’ un libro che ho vissuto, che ho letto quando ancora non aveva una fine, che ho tenuto sul comodino mesi per rileggere le frasi che mi erano entrate ripetutamente nella testa.

Era una prima stesura allora, che adesso si è ridotta della metà ed è diventata un bel libro che sta entrando nei circoli e nelle librerie con con un bel giro di presentazioni.

L’ha scritto Federico, che ho conosciuto più di dodici anni fa, quando ho deciso di scrivergli una mail dopo aver letto su internet un suo racconto.

Non sapevo chi era, ne’ da dove venisse, ma le sue parole mi erano arrivate come una doccia fresca d’estate, e mi era sembrata la cosa più naturale al mondo conoscere l’autore di quelle storie così dense di emozioni.

L’amicizia e’ venuta da se’, e così i suoi racconti, che ho letto in tutti questi anni e hanno accompagnato diverse fasi della mia vita.

Non ho voluto lasciar passare questa presentazione di oggi, nonostante fosse lontano, avevo voglia di sentire ancora una volta quelle parole, quella voce, quelle risposte così coinvolgenti.

La lettura di Paolo mi ha fatto ancora vibrare, lo stesso brano che mi aveva fatto piangere l’altra volta anche stasera si è fissato sulle mie corde.

Federico si emoziona a sentir leggere i brani che ha scritto, vedo le sue espressioni a sentire alcuni passaggi, non è un autore qualunque perché è veramente tra di noi quando risponde, parla, cerca di spiegare cosa c’è dietro a quelle righe.

Mi ritrovo felice a fare pure una domanda, che appena uscita la volta scorsa mi sono trovata a pensare, mentre tornavo a casa in metro dopo una giornata stanca

Federico e’ un amico ma il suo libro non mi piace solo per questo, non sono di parte perché dietro a quelle pagine c’è una persona che conosco bene.

I personaggi sono dipinti come in quadro, questo gli ho detto stasera, non per cortesia ma perché lo penso veramente. Lorenzo Dentico non è solo un professore di lettere di un liceo come tanti, e’ una persona che chiunque vorrebbe incontrare sulla sua strada. E Marco Carboni non è uno studente qualunque ma la proiezione di molte delle emozioni che ognuno di noi quotidianamente vive.

S’incontrano così, un po’ per caso, un po’ perché qualche filo si è aggrovigliato nelle loro vite attorcigliandole per molti anni. E quando due anime affini si sfiorano, qualcosa si intreccia senza troppe spiegazioni, ed è difficile poi fare come se nulla fosse. Lo so, lo sento proprio ora in questa fase della mia vita così alla ricerca di affinità che mi scuotano.

Sono due figure che entrano prepotentemente nella vita di chi legge, ma non sono le sole. Sono molti i personaggi, anche minori, a popolare con precisione questo libro che diventa un’esperienza di vita, alla fine, e resta li’ a sedimentare per molto tempo.

Il rapporto tra studente e professore, che s’interrompe dopo gli anni della scuola, si ricompone dentro ad una nuova esperienza, vissuta all’interno di un centro diurno, insieme ad una comunità di senzatetto della periferia milanese. E li’ darà un senso diverso al loro rapporto e alla loro vita, che cambierà prospettiva affacciandosi alla vita degli altri.

Non saprei citare tutti i passaggi che ho amato, che ho adorato per la bellezza delle immagini, delle similitudini, della capacità di usare le parole, che da sempre di Federico mi colpisce.

Rileggendo questo libro a distanza di anni, ne scopro ancora di più la bellezza, e viene a trovare un posto proprio li’, in uno spazio vuoto a cui non sapevo dare un nome.

Cito una cosa, che proprio stasera che ho il libro qui davanti mi ha colpito: “ci si innamora tutti nello stesso modo: rischiando. Vale per le persone, ma anche per certi posti. Ti imbatti in qualcuno, in qualcosa, e ti senti a casa.“.
Ed è proprio così, e a me capita sempre di innamorarmi in questo modo di persone, istanti, momenti della mia vita che non riesco a farmi scorrere tra le mani.

Federico scrive in un modo così coinvolgente che a leggere lui viene voglia di scrivere. E questo, per me, e’ molto più che un regalo.>

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