Il regalo del venerdì: perché non scrivi?

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Settimana strana questa, molto strana. Ho scritto molto, sempre, ovunque. Un intreccio di emozioni forti, di pensieri, notti agitate e stanchezza profonda. Mi sono trascinata sotto il sole caldo, con il mio cappotto azzurro che era troppo pesante, a tagliare l’aria.
Non sono più la stessa, da un mese circa, ma non è un male, anzi. Una parte di me nascosta per molto tempo e’ tornata fuori. Il fare ha lasciato un po’ di spazio al resto, sono i pensieri e le parole che governano la mia testa in questo momento.
Mi ero dimenticata che fosse venerdì, sballottata da una parte all’altra tutti i giorni.
Poi ho pensato che le parole potessero essere un buon regalo, la tensione di scrivere.
Ho preso tre penne colorate, le prime che mi sono venute tra le mani, ho imbastito il pacchetto e poi ho fatto altro.

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Alle tre sono uscita al sole verso la metropolitana, per cercare la mia bici solitaria. Ho passeggiato lentamente, mi faceva male un occhio, la lente bruciava, avrei voluto essere a casa sotto le coperte.

Poi mi sono fermata, ho visto un cortile nuovo, vicino all’ufficio, incantevole.

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Strano, solitamente gli angoli magici non sfuggono al mio occhio che osserva, e invece questo non l’avevo mai visto.
Sono entrata.
Sembrava di stare lontano dalla Milano ingolfata e chiassosa di un venerdì qualunque, sembrava di essere in un posto solitario, silenzioso, poetico e perfetto.
Da lontano ho visto una cancellata che mi ispirava come un castello segreto.

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Il portinaio era occupato e ho potuto fermarmi a spiare da dietro le sbarre, cercando un posto in cui abbandonare il mio pacchetto bianco.

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Inizialmente l’ho appoggiato proprio sul cancello dell’entrata, ma il vento piano piano rischiava di farlo cadere, e non volevo rischiare che venisse spazzato lontano e perso.

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L’ho lanciato in mezzo al giardino, si è girato, ho infilato la mano per riprenderlo ma ho avuto paura di essere vista, e sono scappata via.

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Il portinaio mi ha visto rientrare, ho sorriso chiedendo incuriosita di chi fosse quella villa. “E’ del maestro”, mi ha detto con fare solenne, “c’è l’esposizione delle sue opere”. Ho voluto lasciare il mistero, non so quale maestro leggerà le mie parole, prenderà le mie penne, e magari scriverà.
Di sicuro sarà un bel regalo di primavera.
O almeno credo.
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4 risposte a Il regalo del venerdì: perché non scrivi?

  1. sandraellery ha detto:

    Milano è così con questi scorci che non ti aspetto proprio. Peccato che grazie ai tanti ladri di biciclette noi non ci fidiamo più a legarle in giro e quindi niente possibilità di trovare uno dei pacchettini tuoi. Ma tu mettili sempre eh. bacio

  2. chiara ha detto:

    che bello questo cortile, un vero angolo di poesia.
    come la tua idea dei pacchettini del venerdì, vera poesia anche loro.
    ciao
    chiara

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