Sofia si veste sempre di nero

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Ama fare il bagno caldo Sofia, per scaldare il freddo che ha intorno, negli occhi, nel cuore, tra i capelli corti e scompigliati.
Parla, si trova nelle situazioni come trascinata da un vento gelido, dalla zia, da una madre sola e triste, da un padre perso nella sua vita lontana.
Recita, le parti che vuole, incontra attori, registi e scrittori, si trova per caso in una città o in un’altra, nelle torri alte americane come in una periferia qualunque.
Ha una zia ma in realtà si nasconde dietro una madre che non capisce, persa in un quadro e in una vita che non comincia mai.
Ha un padre lontano nei pensieri, nei gesti, nel quotidiano, colpito un giorno qualsiasi da una malattia dura, ingiusta, fredda come una spruzzata d’inverno, sotto la pioggia.
Sofia e’ li’, nelle pagine, costruita nei capitoli densi, stretti di parole e di emozioni forti, una vita spezzata tra capitoli che sembrano distanti, e per magia piano piano si avvicinano, e si affezionano a te che li stai leggendo.
Leggetela Sofia, per piangere anche un po’ per quello che non è stato e avrebbe potuto, forse.
Paolo Cognetti, dalla montagna ho iniziato, proseguo qui, vestita di nero, e vado avanti.

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