Sprazzi di settembre

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Disegni che ogni giorno rivelano colori e pensieri, appesi, piegati, conservati e buttati. Schizzi di vite che si intrecciano come in un puzzle variopinto e misterioso.

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Un lento ticchettare di una macchina da cucire, che scandisce nella notte le lancette dell’orologio. Creare ossessivamente per dar vita a una voce nascosta, a una sofferenza, a un’insicurezza che prende vita ogni giorno e che cerca il modo di uscire fuori.

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Veloce, solo per pochi minuti, l’immagine di un parco che non sembra Milano. Il sogno di quella Parigi tanto amata e lontana: essere qui e sognare altri luoghi, in cui girarsi a guardare.

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Una rabbia forte, struggente, spiazzante, cercare di sbrogliare la matassa e piangere delle proprie sconfitte, abbassare la testa e provare a rialzarla prendendolo per mano.

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Io, sempre io, che continuo a sognare una distesa d’acqua, un tramonto dalla mia finestra, una pausa per prendere fiato, un tuffo senza nessuno intorno, calma, lentezza nei movimenti e nel passo sempre troppo di corsa.

È la fine di settembre.

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10 risposte a Sprazzi di settembre

  1. Silvietta ha detto:

    Il libro che hai fotografato e uno dei “miei” libri più sofferti. Ci vuole molto coraggio a sbrogliare la matassa.
    Immagina un cielo su cui veloci si accumulano e vanno nuvole e perturbazioni. talvolta rosa, dolci, suggestive. talvolta burrascose, tormentate quasi pericolose. Forse con il tempo il loro vagare veloce diminuirà di intensità. Ma ciò che è più importante è ricordarsi che noi, noi come noi, siamo il cielo, non le perturbazioni che passano veloci. ci inquietano, certo, ma passano.
    ti abbraccio strettissima. mi manca scrivere, mi manca leggere ed essere presente ma per ora devo vivere questo quotidiano…
    francesca aka silvietta

  2. verdeacqua ha detto:

    il libro non lo conoscevo e mi ispira nonostante la sua intensità. Magari il coraggio di leggere lo troverò, per imparare, che fa sempre bene.
    Buon fine settembre cara!

  3. Che bello questo post con “spruzzi” di te!

  4. mammaalquadrato ha detto:

    Uh, la Marcoli! Lo sai che io ho almeno cinque dei suoi libri (comprati tutti con l’intento di comprendere e aiutare uno dei miei filgi, sempre lo stesso!) e invece non ne ho ancora letto uno… Un abbraccio Vale

  5. chiara ha detto:

    Il sogno di quella Parigi tanto amata e lontana…. mi sembra di leggere nel mio cuore, come per tante altre cose che ho letto da te.
    ciao
    chiara

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