Pausa da “Mirta”

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Non mi capita quasi mai di fare la pausa pranzo in ufficio, il part time che ho non me lo consente.
Benissimo così, un panino al volo e via.

Erano giorni però che sentivo nominare con entusiasmo un ristorante in zona, in cui i colleghi si concedono spesso pranzi fuori dal comune, in una Milano defilata ma decisamente intrigante.

A Natale, con la scusa di festeggiare, mi sono fatta portare, e ci sono poi tornata altre volte approfittando di guasti al sistema informatico che in pausa bloccavano il lavoro.

E’ un posto che merita, e’ raro che io faccia recensioni, sottolineo spontanee e di certo non sponsorizzate, ma qui l’eccezione ci sta.

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Il posto e’ informale, intimo, accogliente. Pochi tavoli ben curati, quadri del vicino deposito dei Tram di via Casoretto, qualche rosso alle pareti, librerie retro che danno un gusto di casa.

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Due giovani proprietari, sorridenti e ospitali, italiana di casa nostra lei, sudamericano lui, di lei noto gli orecchini, di lui la parlata e lo sguardo caldo e rassicurante. Si muovono tra i tavoli e la cucina con leggiadra maestria, portando pietanze irresistibili, dico sul serio.

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Fuori Piazza San Materno, una chiesa con un cielo da brividi, un giallo accecante e un angolo che nessuno conosce, che ti lascia inchiodata li’.

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Il menu? Perfetto, originale, gustoso e delicato al tempo stesso, cucinato con grazia e semplicità, con la pretesa di non strafare ma essere solo ciò che si è.

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Si trovano puntine, sfilacci di coniglio, burrate che parlano, zuppe di legumi mai mangiate, polpette indimenticabili, lingue sublimi, pate’ di fegatini da sogno, torte di cioccolato e datteri da urlo, creme di mascarpone inimmaginabili.

Va be’, s’è fatta na certa, io quasi quasi vado a mangiare.

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7 risposte a Pausa da “Mirta”

  1. Manu ha detto:

    e Mirta sia 🙂

  2. ktml ha detto:

    voglio provarlo!!

  3. acasadiclara ha detto:

    ma sai cara Vale – e vedi che le coincidenze continuano – che Cristina (la proprietaria) ed io eravamo nello stesso gruppo scout? pensa, non sono mai andata da Mirta e dovrei invece recuperare il tempo perduto.

  4. Pingback: #liberericette Terrina di cioccolato e datteri | valewanda

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