Il gatto con gli stivali di Trastevere

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Da piccola ascoltavo sempre il disco de “il gatto degli stivali”.
Era un disco blu, “le fiabe sonore”, una collana ritornata ora dopo tanto tempo, bellissima.
A raccontata era una voce di donna, un po’ anziana, sembrava quella di una mia prozia di Roma morta da poco a centoquattro anni. Credevo che abitasse a Trastevere, invece stava in una zona ben piu’ popolare, fermata Pontelungo della metropolitana.
Sentivo quella storia e m’incantavo a sentir parlare del Marchese di Carabas, figura emblematica e misteriosa che nel mio immaginario aveva un cappello dalla piuma azzurra.
Mi piaceva la scena in cui il re, con la carrozza, passava nei campi dei contadini e questi gli dicevano che tutte le terre erano del Marchese, mi chiedevo come il gatto potesse farli fessi tutti cosi’ facilmente.
“Bravo Gatto, riuscissi io come te….”.
Questo capitava negli anni 70, una vita fa ahimè.
Arriva a casa il mitico DVD del gatto con gli stivali, di solito i cartoni li guardo con i bambini ma mi distraggo a fare altro, ben contenta di andare in cucina a girare il sugo.
Questa volta li vedo presi che ridono, ripetono frasi strane e mi dicono che le ha dette il gatto, e ridono.
La sera vengo tentata, ho un progetto da fare ma non necessita di grossa concentrazione.
Metto il DVD, e penso al Marchese di Carabas….
Risultato: i tempi sono cambiati:
– non c’è piu’ la mia prozia di 104 anni ma la voce di Antonio Banderas;
– il gatto con gli stivali ha una pseudo fidanzata che ha la voce molto sexy;
– il Marchese di Carabas, che ho aspettato per tutto il film, non si e’ visto;
– il gatto non e’ piu’ solo ma si accompagna ad un personaggio equivoco che ha sembianze di un uovo;
– nel cartone si aggirano losche figure cattivissime che fanno paura anche a me;
– del mugnaio neanche l’ombra;
– gli stivali conciati del mio immaginario in realtà sono stivali neri e rossi fighissimi;
– il gatto e’ buono.
Va be’, il gatto era buono anche nel disco, il resto invece non c’azzegga manco un po’.
Pero’ qui tutti ridono e una bella quindicina di volte il DVD l’hanno visto.
Mi sono sentita molto Veronica a scrivere questo post.

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2 risposte a Il gatto con gli stivali di Trastevere

  1. M di MS ha detto:

    Ah ah! Tu senti me per i bullet? 😀
    Io invece mi sento come te perchè anche io avevo le fiabe sonore, mannaggia a mia madre che ha buttato via tutto! E cmq il Gatto con gli Stivali è in assoluto la mia fiaba preferita.

  2. Trilly ha detto:

    la voce di banderas non è male. quell’accento particolare che rende. è vero un sacco di personaggi che fanno paura, alla mia piccola è piaciuto molto ed è andata avanti a ripetere certe frasi per un po’ (noi l’abbiamo visto a capodanno)…
    cambiano i tempi, cambiano alcuni personaggi, e l’uovo è quello più antipatico di tutti. il tradimento di un amico è terribile da vedere anche in un cartone.

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