Quando le case hanno un’anima… racconto di un week end

Qualcuno a leggere questo post, dirà sicuramente che mi faccio i castelli, e ricamo un’altra realtà.

Forse le foto aiuteranno a capire che non è così, e quello che ho vissuto e respirato in questa casa di campagna è realmente uno dei week end più felicemente riusciti degli ultimi anni.

Tre famiglie, sei adulti, otto bambini, sei maschi e due femmine.

Tutti partiti con l’idea di divertirsi, che vuol dire divertirsi coi bambini e divertirsi anche senza bambini, ovvero godersi la serata una volta messi a nanna. E vuol dire anche aver voglia di godersi i pranzi, le cene, le pause caffè (e sigaretta, ma non per me), il bicchiere di vino mentre si cucina, la fetta di salame mentre si apparecchia, con cura, la grande tavola.

La casa è di quelle che lasciano senza fiato, appena arrivati era già chiaro, almeno a me, che quella era la casa che per me è “rifugio di campagna”, vicino a Milano ma lontanissimo. Inutile dire che i particolari sono una delle cose che mi hanno colpito di più, la voglia di creare un angolo, quanto più curato possibile, in cui ritagliarsi un cantuccio di pace.

Salire nelle stanze leggendo sul muro una poesia di Prévert, cosa c’è di più bello? Il messaggio che passa è quello di non correre, ma salire lentamente verso il sonno e il riposo.

La cucina è di quelle grandi, con gli utensili che si usavano in campagna anni fa, i più belli, e un grande camino che rende ancora più accogliente un ambiente in cui già si respira vita.

Il soggiorno è un salotto di casa, anche questo col camino, le luci calde, i liquori e le foto in bianco e nero, i libri, le tende di lino lunghe sul pavimento di cotto. I dopo cena a chiacchierare sono stati un lungo e lento conoscersi. Già, perché gli amici con cui siamo partiti sono conoscenze di due anni, per i corridoi dell’asilo, e c’era la curiosità di scoprirsi, e indagare se l’affinità così forte ampiamente percepita potesse essere una piacevole e cercata conferma. 

La casa è stata una cornice perfetta, la vita dei proprietari ci ha fatto in parte compagnia, come il quadro della nonna, apparsa su “Vanity Fair” del 1954, che dominava la zona gioco e relax, e ci guardava con aria maliziosa e sorridente.

Il giardino è stato lo sfondo, il sole caldo dalla luce bellissima, le partite di pallone, le scivolate sul prato scosceso, le dormite, lo studio delle foglie, quasi d’autunno, le gare con le macchinine. Di sottofondo i rumori delle macchine, quelli sì, ma noi eravamo dentro, fermi per due giorni e mezzo.

La tavola è stata preparata sempre con attenzione, anche per dare onore alla signora Giovanna, che sembrava ci osservasse da lontano, da quella Parigi che solo tre mesi fa mi sono goduta in modo così intenso. Vino buono, carne alla griglia cucinata con passione, verdura tagliata e servita come un allegro centro tavola, caffè a gambe incrociate seduti in mezzo al sole accecante.

E’ stato bello per i bambini, poter giocare senza limiti e senza la fretta di dover tornare a casa. Tutti insieme, oppure a gruppi, qualcuno cerca la coccola, qualcuno fa i compiti, tutti vanno a letto nelle tre stanze a loro riservate, ognuno con i suoi fratelli, perché di notte si cercano le abitudini, le sicurezze.

E’ stato bello per noi, per me, cercare per tanti giorni una casa adatta, e trovarla al di sopra delle aspettative, scoprirne gli angoli con stupore, persino le scatole di latta con le scritte francesi lasciate qua e là mi hanno lasciato un ricordo non casuale.

Non è poesia la mia, non è un romanzo, sono sensazioni e attimi di felicità.

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10 risposte a Quando le case hanno un’anima… racconto di un week end

  1. luviluvi ha detto:

    Bello, bello!

    A la prochaine fois:)

  2. mamma al quadrato ha detto:

    ma come hai fatto a trovarla?

    • valewanda ha detto:

      Laura e Silvia, la casa e’ a Novi Ligure, si tratta dell’annuncio n. 386866 del sito http://www.homelidays.it. L’ho trovata navigando a raffica, la cercavo proprio così. Laura, tu dici che vado in posti belli, forse e’ vero ma mi sbatto un sacco proprio per cercare la casa giusta… Tipo questa…

  3. Che bello, Vale!
    Vorrei tanto anch’io fare un week end così…
    Poi in pvt mi dici dove era la casa?

  4. silvietta ha detto:

    sei proprio tosta.
    bello come dal tuffo intenso nella vita reale sei riuscita a trasmettere tanto in termini di odori, profumi e passione anche a noi “Virtuali”.
    ora però ho voglia di vacanza…. ;-D

  5. acasadiclara ha detto:

    proprio bella!!! anche io per le vacanze faccio quella che si chiama ricerca matta e disperata per trovare quello che sogno. e devo dire che attrraverso l’europa abbiamo affittato delle case memorabili.
    per i week end invece mi accontento (ma se fossimo varie famiglie farei come te). se viaggiamo solo noi 4, valuto anche l’ostello. l’importante è viaggiare senza dissanguarsi economicamente.
    detto questo passare qualche giorno in un bel posto, curato e amato, fa piacere allo spirito e al corpo. brava, mi segno il riferimento, chissà mai che trovi un gruppo di amici per andarci anche noi!!! ciaoooooo

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