"the reader", ovvero come un film può toccare delle corde nascoste e mandarti in tilt

 

Potrei raccontarvi di come, da tre settimane a questa parte, io abbia un mal di testa martellante che mi fa impazzire.

Oppure potrei dirvi di come mi senta imprigionata dai troppi impegni, scadenze, incombenze, tanto che a volte perdo qualche pezzo per strada e me ne accorgo il giorno dopo.

Potrei parlare di Mattia, di come ci stiamo dedicando ogni giorno alle sue paure, alla sua rabbia di essere, spesso, in minoranza.

Potrei tediarvi con le mie paturnie sul non avere la mente serena come un tempo, incapace di avere un pensiero lineare e profondo su nulla, troppo impegnata a vagare di qua e di là nell’affollamento di cose pratiche, sempre troppo pratiche.

Infine potrei anche raccontarvi qualche aneddoto carino, divertente, così da esorcizzare tutto lo stress che da settimane mi crea difficoltà ad ascoltare chi mi è di fronte.

Invece vi parlo di un bel ragazzo biondo che vive a Berlino, che un giorno si sente male e viene soccorso da una donna affascinante a taciturna più grande di lui di vent’anni, che con uno sguardo lo affascina e lo strega.

Il ragazzo, incapace di liberarsi del ricordo di lei, torna a cercarla, e i due iniziano una relazione sessuale intensa e emozionante, in cui lei gli chiede, ad ogni incontro, di leggerle dei libri, prima e dopo l’amore. I due stanno insieme un’estate, poi improvvisamente, senza dire una parola, la donna fa i bagagli e sparisce.

Il ragazzo, che di nome fa Michael, diventa un brillante studente di legge, e un giorno va ad assistere, insieme ad un professore, ad un processo contro sei donne, accusate di far parte delle S.S. Tra le donne il ragazzo riconosce lei, Anna, accusata di essere, tra le sorveglianti, la mente, quella più crudele, la peggiore di tutte, e le viene addebitata la redazione di un rapporto scritto con l’ammissione delle sue colpe e delle torture. Come in un film, il ragazzo ascolta, ripercorre la loro relazione, e improvvisamente si rende conto che Anna è analfabeta, non può aver scritto lei quel rapporto, l’informazione potrebbe cambiare il corso del processo. Combattuto sul da farsi, il ragazzo decide di non rivelare l’nformazione, e Anna, pur di non rivelare alla giuria e al pubblico il suo segreto, ammette di aver scritto lei il rapporto e viene condannata all’ergastolo.

Passano gli anni, il ragazzo diventa un uomo, ma la sua vita è ormai segnata, e come riscatto, decide di incidere su nastro tutti i libri che un tempo leggeva ad Anna durante i loro incontri, e di spedire le cassette ed un registratore in carcere ad Anna, che grazie a ciò trova la forza di andare avanti e impara da sola a leggere. E’ giunto il momento per Anna di uscire di prigione, Michael la va a trovare per la prima volta, ma il suo cuore ormai di pietra lo rende incapace di qualsiasi manifestazione d’affetto, e per Anna è il colpo finale. Qualche giorno prima dell’uscita di prigione, Anna s’impicca e pone fine alla sua vita. Per Michael è una fine ma anche un inizio, e il film si conclude con una speranza: Michael con la figlia, sulla tomba di Anna, lì per raccontare e iniziare una nuova vita.

A due terzi del film mi rendo conto che sono incapace di controllare le lacrime, le emozioni, i sentimenti che si rincorrono nella mia mente e mi sciolgo in un pianto incontrollato fino alla fine, e ancora piango mentre scorrono i titoli di coda, la sigla, si accendono le luci.

Non riesco a smettere, non voglio smettere, le amiche venute con me al cineforum mi guardano ma le lascio andare, non voglio nessuno, voglio solo ascoltarmi.

Le immagini non mi abbandonano, penso e ripenso, mi rendo conto che in fondo non riesco ad accettare che il film si svolga così, che la storia prenda quella strada e non un’altra, mi sembra troppo crudele, ma troppo reale, e questo mi manda in crisi.

Sento il dibattito, voglio ascoltare, riempirmi di parole sui personaggi, il regista, gli attori, mi aspettano fuori ma non mi schiodo da lì e lascio che la sala si svuoti, per assaporare l’atmosfera.

Torno a casa al freddo, a piedi, senza guanti nè cappello, è come se mi fossi risvegliata da un torpore, un film può anche questo. 

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15 risposte a "the reader", ovvero come un film può toccare delle corde nascoste e mandarti in tilt

  1. tizipaz ha detto:

    Ho di recente registrato The Reader su mysky. Mio marito l’ha visto prima di me e ha commentato dicendo solamente “Ti piacerà tantissimo”. Inizio la visione e dopo circa 10 minuti mi chiedo perchè avrebbe dovuto piacermi così tanto: in definitiva mi sembra un film erotico sull’amore per la lettura.E invece il film avanza, un passo alla volta, con dolcezza e malinconia. E anch’io mi ritrovo a piangere, se non altro nella tranquillità della mia camera.Tocca argomenti tra quelli che più mi sono cari: l’amore per la lettura e l’educazione, intesa come alfabetizzazione prima, e istruzione poi.Un piccolo gioiellino.tizi

  2. linusvr ha detto:

    Due sono i films che ho visto ultimamente e che varrebbe la pena di rivederli, al cinema perchè il grande schermo non ti permette le evasioni di casa, anche se il film rimane lo stesso: Il pigiama a righe e, The reader; due film che ti entrano subito nella mente e nel cuore, nel primo come il destino segua il suo corso senza poterlo modificare; nel secondo come l’istruzione possa rendere l’indivio libero anche nella gestione dei propri impulsi(se la protagonista avesse avuto un minimo di cultura forse avrebbe sviluppato maggiore sensibilità sia nel gestire il corso della propria vita come la conclusione, l’ignoranza porta all’ottusità, la rinuncia alla propria difesa è dovuta all’orgoglio della propria ignoranza, ero analfabeta ma avevo un ruolo di comando.Bellissimi films da dibattito, ciao linus

  3. marilde ha detto:

    E’ un film pazzesco, da non perdere. E gli altri film dello stesso regista non sono da meno: The Hours e Billy Elliot. Io li ho adorati tutti e ogni tanto li rivedo. E ogni volta sono (salutari) pugni nello stomaco…

  4. Elisa ha detto:

    Quando l’ho visto per la prima volta ho avuto le tue stesse reazioni. La bellezza e la potenza di un film è anche questo. Per fortuna siamo ancora umani e qualcosa o qualcuno riescono ancora a toccarci l’anima anche solo per un secondo. Bellissimo film. Un bacione grande e stammi bene. Elisa

  5. Aspasia ha detto:

    Ho visto questo film dopo aver letto la trama ma non immaginavo che fosse così bello e commovente, una storia emozionante, vera e cruda raccontata in maniera esemplare.
    Il fatto che ti lasci inchiodato alla sedia anche a titoli di coda finiti vuol dire che è riusito nel suo intento cioè quello di muovere la mente e non il corpo come molti altri film fanno.
    Credo che il soffermrsi un attimo a riflettere su quello che si è visto mentre gli altri scappano via sia una cosa molto positiva e ti permette d cogliere quello che i frettolosi perdono.
    Ciao Aspasi

  6. Per il mal di testa c’è Moment Act 😉
    Non so, ma leggendo il tuo post, e pensando al Grande Fratello 10 credo che di questo passo ci si metterà a piangere pure per aver dimenticato aperto il tubetto del dentifricio…

  7. Silvietta ha detto:

    “Un film può anche questo..” su di me fece questo effetto The Hours (già citato da Marilde)… ti abbraccio forte, per scaldarti dal freddo preso per strada al ritorno. Un augurio di bene! silvietta

  8. lorenza ha detto:

    Argh… Bellissimo, ma non so se voglio vederlo, a questo punto, in questo periodo. L’ultimo film che mi ha scioccato davvero è stato “Factory Girl”, e ancora non capisco il perché, quando ci penso. Mah. Davvero a volte iniziamo a vedere un film senza paracadute, e poi…

  9. anna ha detto:

    ma nessuo riflette sull’appartenenza della donna al nazismo?sulla sua consapevolezza in quanto ss? io mi sono sentita offesa e sdegnata vedendo questo film. perche’ stravolge la storia ed i suoi ruoli,perche’ alla fine ci spiace per la povera tedesca innocente in quanto analfabeta e ci presenta la vera vittima come una ricca stronzetta. certo,un bel film che,piano piano ed elegantemente minimizza un genocidio, al punto che vergognarsi di non saper leggere e’ poetico,non vergognarsi di lasciar bruciare 300 persone,un dettaglio.
    anna

  10. bstevens ha detto:

    cara wandola, si: un film puo essere anche questo. non sto a dirti che quel film, a me, non ha mosso le stesse corde. preferisco dirti che a me, quelle corde, le ha mosse l’ultimo film con clooney, Up on the air (mi pare l’abbiano tradotto ‘su tra le nuvole’, io lo vidi in anteprima tempo fa). vai a vederlo, te “lo-prego”, come dice pik. poi mi fai sapere se ti sei commossa di nuovo… ps non vedo l’ora di andare al cinema di nuovo insieme e far due chiacchiere. ci sono quasi, eh.

  11. M di MS ha detto:

    La magia del cinema è questa: esci dalla sala e stai ancora a pensare al film, due o tre giorni dopo. Non ho visto “The reader”, ma ho visto “Tra le nuvole”. Per rispondere a bstevens, io ho trovato un po’ troppo lungo e moscio il secondo tempo, ma effettivamente è qualche giorno che sto ripensando alla trama, ai se e ai ma. Questo è il fascino di certi film.

  12. Lanterna ha detto:

    Oh, che tristezza: è tanto che non riesco a vedere un film che mi prenda tanto. Purtroppo il cinema è una delle cose che abbiamo deciso di mettere in secondo piano, tra le nostre tante passioni: è più difficile condividerlo con i bambini (posso portarli a vedere un concerto di Petra Magoni, ma a vedere The Reader no), i cinema della mia città non hanno mai bei film in cartellone (sono solo 3, ormai, e danno solo film che garantiscono incassi), se siamo soli in casa non mettiamo un DVD 😉
    Però mi sto facendo un gruzzolo di film da guardare più avanti, se e quando avrò tempo di farmi una scorpacciata.

  13. valewanda ha detto:

    @tizi: esatto, all’inizio anch’io non capivo dove volesse andare a parare, e poi non mi sono staccata più…
    @linusvr: anche l’altro da te segnalato, il bambino con il pigiama a righe, è un altro film che mi è piaciuto molto, anche se troppo, troppo triste…
    @marilde: Billy Eliot mi è piaciuto molto, onestamente the hours un po’ meno, però sicuramente il regista è uno tosto
    @Elisa e Aspasia. Grazie, concordo con entrambe…
    @degenerato: Grande fratello? No, non ci siamo proprio…
    @Silvietta: anch’io ti abbraccio forte, sei dolcissima…
    @lorenza: sai che non l’ho visto?
    @Anna: come stravolgere il senso di un post. Nessuna ha detto questo, nè intende dirlo. Peccato che tralasci un grande dettaglio: l’ignoranza spesso rende inconsapevoli.
    @bstevens: ti aspetto!
    @m di ms: è il prossimo in lista!
    @Lanterna: io vado a periodi, ma visto che a casa non riesco mai a sedermi con calma a vedere un DVD, approfitto ed esco… 🙂
    p.s. la parola che ddevo digitare è “mamme”

  14. alchemilla ha detto:

    ho iniziato a vederlo casualmente su sky, ero prevenuta proprio per il fatto del nazismo ma mi è piaciuto molto, forse non quanto a te ma credo sia una delle cose migliori che ho visto negli ultimi tempi

  15. anna ha detto:

    scusami se e’ sembrato uno stravolgimento. a me il film ha toccato altre corde,forse non era il caso di dirlo qui,ma perche’ no? hai condiviso una sensazione e io ne ho ricavato altre impressioni. ho visto che spesso sei stata attaccata sul blog e magari avrei dovuto lasciar perdere,non unirmi a chi ti e’ venuto a criticare. non era mia intenzione, ho preso il tuo post per un invito alla riflessione e alla condivisione. comunque,se permetti,l’ignoranza rende spesso inconsapevoli ma non al punto di lasciar bruciare vivi gli altri,o se anche lo fa non e’ meno incolpevovole della cultura.

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