una peruviana al Bodio Center

 

Anche questa mattina dalla finestra si percepisce il gelo che c’è fuori.

E’ buio, gli alberi sono coperti di brina, i passant si stringono nei cappotti e nei loro cappelli rossi, neri e grigi.

Valewanda si alza assonnata, come ogni mattina, e va in bagno ad aprire l’acqua della doccia aspettando che scenda bollente.

Un bambino dorme ancora, un altro chiama "mamma" e "latte", il terzo va a fare la pipì.

L’anta dell’armadio è aperta, e Valewanda da una rapita occhiata ai vestiti, molti lì da anni, in attesa di essere scartati.

"Potrei mettere la gonna", dice poi, guardando un vestitino nero e viola che le piace da sempre. Poi pensa al freddo, alle corse, ai bambini, e cambia idea.

"Potrei mettere questo tailleur", dice ancora, guardando un completo giacca e pantaloni bordeaux, datatissimo, ma sempre bello. Poi pensa all’impaccio di stare tutto il giorno con la giacca e gira lo sguardo.

"Potrei mettere questi pantaloni eleganti e i tacchi", sospira, poi ripensa di nuovo alle corse, bambini, camminate dauna parte all’altra dell’open space, e scuote la testa.

Finalmente vede ciò che cercava, apre un cassetto, poi un altro, si prepara, prende il figlio grande ed esce.

Scnede, sale in macchina, lascia Mattia all’asilo, e dopo una mezzoretta parcheggia e si avvia verso gli uffici.

E così al Bodio Center, gruppo di palazzi grigi e austeri, rifugio di Banche e Società di alta finanza, tra donne in tacchi a spillo e borse di Prada, e uomini in doppio petto e aria saccente, ecco un pugno di colore che con gli altri non c’azzecca niente: jeans stretti, stivali raso terra, maglione viola ad anello che più caldo non si può, piumino nero, e soprattutto, dulcis in fundo, cappellino verde e arancio preso alla bancarella peruviana davanti all’Esselunga.

Che ognuno ha il suo stile, oibò…

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16 risposte a una peruviana al Bodio Center

  1. annabella ha detto:

    bene, è bene dare nell’occhio ogni tanto, fa sorridere. un bacio.

    annabella

  2. anna ha detto:

    certo ognuno ha il suo stile,ci mancherebbe, ma quando si è in un certo contesto e/o consesso bisogna avere l’accortenza ed anche l’umiltà di adeguarsi….einstein da grande scenziato quale era poteva permettersi di fare la linguaccia, ma era appunto einstein………

  3. valewanda ha detto:

    @annabella: non voglio dare nell’occhio, infatti appena entro in ufficio il cappello me lo tolgo
    @Anna: non sono stonata, molti sono tirati in giacca, ma io sto bene anche così, e ovviamente se so che ci sono riunioni particolari o convention vengo vestita in altro modo. Ma nel quotidiano va benissimo così!

  4. worldwidemom ha detto:

    e che stile!!!!sei stupenda dai…e poi che sbattimento i tacchi a spillo e quelle cose tutte strette…

  5. giulia ha detto:

    sono d’accordo con anna; che poi il cappellino etnico peruviano fa tanto “el pueblo unido”. decisamente “out”….. meglio un minimalista basco nero.

  6. valewanda ha detto:

    @giulia: ma dai Giulia, sei d’accordo con Anna? Sarebbe stato un po’ incoerente in effetti, non essere d’accordo con se stessi, ti pare?

  7. Ely ha detto:

    BRAVA!..sì, mi piace la gente che se ne frega altamente dei clichè!..intendiamoci, non che non mi piaccia il bon ton e il savoir faire, come no..solo che ogni tanto fa un pò bene uscire fuori dagli schemi..essere un pò “borderline”..e meno omologati, no?..per la serie “echissenefrega..” io sono andata in Tribunale per una udienza con stivali cavallerizza geox tacco medio, pinocchietti e piumino abbinato color cacao e udite udite..sciarpa maculata di Cavalli..”però come stai bene!” mi hanno detto alcuni colleghi (maschi ovviamente, figuriamoci se fossero state femmine..)e i prossimi giorni, se mi va, andrò magari con il classico tailleur gessato, ma sì perchè no..ma solo perchè lo voglio io..ciao!

  8. emily ha detto:

    nn x consolarti, ma spesso sono così anche io.
    spesso finisco col vestirmi sempre con le stesse cose xkè odio fare abbinamenti, con i pantaloni e giacca mi sento sempre a posto, ma spesso finisco coll’infagottarmi che sembro l’omino michelin…

  9. Lanterna ha detto:

    Anch’io mi faccio sempre mille menate per i vestiti, ma alla fine mi vesto come al solito: scarpe basse, vestiti tendenzialmente casual e anonimi. Punto sugli accessori, in particolare i monili che sono la mia passione.
    Quando ho cambiato lavoro, mi sono posta il problema di cambiare stile, perché le mie colleghe sono decisamente più tirate (penso che lo facciano proprio perché è il loro stile, non perché sia richiesto un particolare dress code). Ma alla fine mi son detta che era meglio essere a mio agio nei miei panni che a disagio nei panni di altre.

    PS: i cappellini peruviani tengono ben calde le orecchie, ma a me stanno d’un male… 😉

  10. Arianna ha detto:

    Mi era giunta voce che ultimamente sul tuo blog ci fosse venuto del fisso… ma Vale, onestamente, dillo che sei tu ad autocommentarti nei panni di Giulia e Anna le amichette immaginarie, per ravvivare un pò l’atmosfera. Altrimenti io sta cosa proprio non me la spiego. Non sul tuo blog insomma.

  11. valewanda ha detto:

    @Arianna, non sono così masochista, purtroppo sono commenti reali, ovviamente di una sola persona che usa più nomi, questo ormai è chiaro. Tra l’altro è poco furba, perché non sa che ho un sistema per vedere da dove vengono scritti i commenti…
    @Lanterna: invece a me i cappellini peruviani piacciono, oltre che stare bene
    @emily: infatti anch’io mi sento tutta infagottata…
    @ely: brava, in Tribunale ci stava benissimo!
    @wwm: grazie tesoro!

  12. MammaTuttoFare ha detto:

    lo stile delle MammeTuttoFare!

  13. bice ha detto:

    ma sei una poliziotta?

  14. bstevens ha detto:

    -.– e a me il tuo piace assai!!! sarà che forse è un po’ anche il mio!? viva il verde e l’arancio! oibò

  15. bstevens ha detto:

    il mio commento nun c’è!!

  16. valewanda ha detto:

    @mammatuttofare: già!
    @bice: ma che poliziotta…
    @stevens: c’è, c’è, ma c’è la moderazione e lo devo approvare (brutta parola)

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