giallo, arancione e una strega con la pancia

 

Valewanda e Mattia parcheggiano la bici davanti a casa Stevens: gradinata bianca, piante e fiori, un custode li guarda perplessi.

"Scusi, casa Stevens dov’è?"

"Là, là, salite, sono arrivati adesso".

I due s’incamminano trepidanti, Mattia ha dei guanti azzurri con una casetta ricamata, Valewanda la sua borsa di feltro arancione e il suo cappellino che sa di casa e di freddo.

Davanti alla porta un disegno li ritrare tutti e quattro, cinque con il gatto dallo sguardo addormentato.

Lei apre la porta, stesso sorriso accogliente, stessi occhi azzurri da stendere. La pancia è grande, ma composta e rispettosa, lei è semplicemente più bella del solito.

Arriva Pik, poi Pop, e poi due altre belve in erba, amichetti ospiti.

"Sai com’è Wanduzza, i due amichetti volevano giocare, così li ho aggiunti alla nostra merenda, tanto uno più uno meno…"

Se lo dice lei, pensa Valewanda, la cui mente malata pensa già alle devastazioni che di lì a poco avrebbero colpito la casa colorata ma ordinata dell’allegra padrona di casa.

"Vieni, la tisana è quasi pronta".

Le pareti colorate, come piacciono a lei, Valewanda è semplicemente incantata. Giallo di diverse tonalità, arancio, verde e azzurro, libri in ogni angolo e la Pimpa a far da padrona: questa sì che è una casa accogliente, avvolgente per essere esatti, come la tisana alla pesca e frutto della passione che Valewanda ha nella tazza fumante.

Che poi cinque teppisti iniziassero da lì a poco a far danni, poco importa.

Poco importa che uno dei cinque tirasse fuori ombrelli e caschi per fare la guerra della pioggia, o che il secondo si lanciasse scalzo sul divano tirando giù tutti i cuscini. Poco importa che il terzo e il quarto teppista sguainassero spade appuntite contro i bicchieri pieni di sprite, e poco importa ancora che il quinto, sentendosi un po’ escluso, girasse per la casa con la macchinina elettrica, andando a sbattere senza ritegno contro tavoli, sedie e mobili, facendo stragi non ben identificate.

"Ma sì, che vuoi che sia", dice B senza scomporsi, dando una bella e sonora lezione a Valewanda, che questa se la segna sul taccuino.

Ma sì, in fondo cosa importa? Dice Valewanda tornata a casa, guardando l’orda dei suoi tre barbari che lanciano minestra sul pavimento e sui suoi pantaloni, e in effetti è più serena.

Dedicato, ovviamente, alla gialla e arancione Bstevens.

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21 risposte a giallo, arancione e una strega con la pancia

  1. bianca ha detto:

    ma possibile che a questi figli suoi e delle sue amiche nessuno insegni a comportarsi? ma che mamme siete? credete che lasciare fare ad essi tutto ciò che passa loro per la testa sia giusto e psoitivo? o vi compiacete ad osservare quanto siano “barbari”? ve ne accorgerete poi, quando crescono…..

  2. valewanda ha detto:

    @bianca: direi che tu non mi segui per niente, se scrivi un commento del genere. Benvenuta! Per quel che mi riguarda, se mi conoscessi, sapresti che i miei figli non sono barbari, sono solo bambini che giocano. O forse preferisci che guardino la televisione composti sul divano tutto il pomeriggio?

  3. Lanterna ha detto:

    I gatti mi hanno insegnato che, a meno che non ci sia in pericolo qualcosa di pericoloso (tipo bicchieri di vetro o pentole sul fuoco), a tutto c’è rimedio. Poi i giorni buoni sono quelli in cui il gioco è costruttivo e improntato alla curiosità, quelli cattivi sono quelli in cui il gioco è improntato al nervosismo e alla noia, quindi tende a distruggere. Sapendolo, ho impostato casa mia in modo che non ci siano grandi valori da distruggere.

  4. Silvietta ha detto:

    La StregaStevens deve possedere una bacchetta magica con cui rende fatate le cose che guarda! Ma poi, a parte la serenità d’animo, come dice Tracy Hogg, ci sono le cose che sono importanti, e poi ci sono le cose che si possono lasciar andare…al gioco!a presto,silviettaA proposito di tisane fra amiche, mi hai fatto venire in mente che proprio domani ne aspetto una, sarà il caso che faccia una torta!

  5. bstevens ha detto:

    wanduz! son stata veramente contenta di avervi qui e conto di vedervi di nuovo appresso, non c’è sempre così casotto!! : )
    quanto al giallo e all’arancione, quelli sono come piacciono a noi, nevvero? grazie anche del bigliettino, e del libro che ho già cominciato lasciando per una breve parentesi la maga del giallo norvegese, la Holte.
    PS oggi Pik si è fatto leggere 20 volte robin hood ‘regalato da Mattia’: jattura!

  6. chiara ha detto:

    Anche io ho adottato questa filosofia e chi non si adegua pazienza, ma se ci penso non so ancora se è una filosofia o una rassegnazione.

  7. M di MS ha detto:

    Per quanto riguarda i figli che fanno casino sottoscrivo chiara n.: ormai non so più dov’è il lasciare il giusto sfogo e dove è la rassegnazione, ma non mi interessa nemmeno saperlo, basta che si divertano.
    Per quanto riguarda la casa: sai che dopo il tuo post sulla tinteggiatura pareti nella casa nuova ho fatto tutta la cucina arancio Ikea?
    Per quanto riguarda le amiche: chissà come vi siete divertite! In bocca al lupo bstevens!

    M di MS

  8. bianca ha detto:

    un conto è giocare un conto è farsi distruggere casa in nome di uno stupido ed improduttivo permissivismo! in casa bisogna mettere dei paletti che vanno spiegati e fatti comprendere dagli infanti: ci sono mamme che purchè i propri pupi si divertano ed in ossequio ad un malinteso senso di libertà espressiva concedono ad essi di trasformare la casa in un campo di battaglia a loro piacimento. questo non va bene, questo non è educare i figli, perchè educare significa anche imparare loro il rispetto di cose e persone: e da questo quadretto da lei dipinto non mi sembra proprio che ciò emerga.

  9. Mamma in 3D ha detto:

    Belle che siete!Oh, mamma. Quante polemiche…Ma non può esserci un momento per tutto?I bambini hanno gran parte del nostro tempo, delle nostre energie e del nostro impegno nell’educarli.Ogni tanto ci sarà pure il momento per guardarci negli occhi, coccolarci con una tazza calda e riderci su!Baci

  10. Il giallo e l’arancio sono anche i miei colori…E questo post mi ha trasmesso un po’ di serenità oggi che la stanchezza per i continui risvegli notturni sta prendendo il sopravvento…

  11. valewanda ha detto:

    @grazie a tutte, in effetti è stato proprio rilassante bere una tazza di tisana calda in mezzo a questi coolori caldi e accoglienti.
    @bianca: sono d’accordo, le regole e i paletti vanno messi e fatti rispettare ma, come dice mammain3D, ci sono anche momenti in cui qiesti paletti possono andare a farsi benedire, e passare un pomeriggio in allegria senza angustiarsi per un bicchiere in più rovesciato. E io sono la prima che tiene alla casa e all’ordine, nonostante i miei 90 mq in cinque persone…

  12. Lanterna ha detto:

    Cara Bianca, si dice “insegnare loro”, non “imparare loro”. Se qualcuna vuole insegnare qualcosa agli altri, almeno impari ad esprimersi in italiano corretto.

  13. valewanda ha detto:

    @lanterna: mi era sfuggito, concordo, quando ci si espone almeno sarebbe il caso di verificare di essere “senza macchia”!

  14. bianca ha detto:

    x lanterna
    hai assolutamente ragione, ma la tua stizzita puntualizzazione da maestrina dalla penna rossa non cambia il senso di quanto ho scritto. non crederai certo di mettermi in difficoltà per un lapsus calami! e mi dispiace vedere come la proprietaria di questo blog approfitti subito della ghiotta occasione per rintuzzare le mie osservazioni, per effetto delle quali mi sono “esposta”.

  15. Lanterna ha detto:

    Perdonami, cara Bianca, ma chi si alza stizzita a far le pulci agli altri dovrebbe almeno essere consapevole delle frecciate a cui si espone. Se tu avessi fatto lo stesso errore in un commento pacato, probabilmente nessuno te l’avrebbe rinfacciato.

  16. bianca ha detto:

    cara lanterna, ho capito la tua filosofia: tu distingui tra commenti pacati, vale a dire osservanti, compiacenti ed allineati e commenti “non” pacati, ossia critici, discordi e dissonanti.un errore fatto in un commento del primo tipo è peccato veniale, lo si lascia correre, vivaddio. Al contrario lo stesso errore fatto in un commento del secondo tipo, cioè “non” pacato è peccato mortale: va rinfacciato prontamente all’autore quale scotto da pagare per aver osato scrivere con cotanta audacia. cara mia, hai scritto un’enormità….al confronto della quale il mio lapsus calami è ben poca cosa…

  17. marion ha detto:

    entro qui per la prima volta ma devo riconoscere ,leggendo i commenti,che bianca ha ragione da vendere; e mi sfugge francamente il motivo per cui viene trattata con tale insofferenza.

  18. valewanda ha detto:

    Con questo post avevo solo intenzione di scrivere qualcosa di caldo e colorato, così come la padrona di casa a cui l’ho dedicato. E non dico altro. Valentina

  19. Michela ha detto:

    Secondo me a volte bisogna scendere a compromessi!
    I bimbi, anche quelli perfettamente educati, ogni tanto si fanno prendere dall’eccitazione del momento!
    Conoscere amici nuovi è uno di quei momenti!
    E anche le mamme hanno bisogno dei loro spazi, se bstevens e vale se lo sono ritagliato in mezzo a un po’ di baraonda che male c’è?
    La prox volta mi invitate?
    un abbraccio

  20. Ettore ha detto:

    Caspita, dev’essere il post dell “prime volte”.
    Mai vista una concentrazione così elevata e concentrata nel tempo di esordi assoluti nella sezione “commenti” di un post di questo blog.
    E tutti arguti, oltre che scritti con frizzante vena polemica.
    Vale, puoi considerarti davvero fortunata: avessi un mio blog, vorrei riscuotere uguale successo…
    Ettore

  21. bstevens ha detto:

    dieu!! mi ero persa tutto lo strascico di codesto post! tranquilla, signora bianca, i figli li teniamo sott’occhio e cerchiamo di educarli come meglio sappiamo fare. anche se un po’ di baraonda, ogni tanto, non ci disturba affatto: anzi, ci diverte!

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