Il papà al parco – sottotitolo: la droga di Stieg Larsson

 

Lunedì, ore 18,00, giardinetti sotto casa di Valewanda.

E’ il delirio post vacanziero. Mamme abbronzate con borse colorate si salutano e si abbracciano, sorridenti e riposate. Bambini spiritati corrono da tutte le parti occupando ogni metro quadrato del parchetto, urlando a squarciagola. Un gruppetto di treenni gioca a pallone ridendo, un altro gruppetto va in bici senza rotelle suonando campanelli. Quattro bambini piccoli si arrampicano sullo scivolo a fatica, le mamme li aspettano per aiutarli a scendere ed evitare scontri in cima. Tre neonati dormono beati, uno nella fascia, l’altro nella carrozzina, il terzo nel marsupio. Due bambini paffuti stanno seduti su un pareo colorato steso per terra da una delle due mamme, bionda, bella e rilassata. Tre bambini grandi si arrampicano velocemente sulla scaletta dello scivolo spingendo gli altri e scendendo a testa in giù: le madri li guardano e continuano a chiacchierare.

Valewanda è lì, Mattia è uno di quelli che giocano a pallone ma è anche uno di quelli che vanno in bici senza rotelle. Tommaso e Riccardo, invece, sono tra quelli che si arrampicano sullo scivolo, impresa alquanto ardua al limite del pericoloso, vista la ressa e la confusione. Valewanda corre a destra e sinistra e intanto guarda Mattia, apparentemente innoquo e felice di aver ritrovato i suoi amici.

Il quadretto è il solito: bambini che corrono, mamme che corrono, tate che corrono.

Entra un papà in bici, bambina di circa due anni nel seggiolino davanti, libro di Larsson (a occhio e croce l’ultimo della trilogia) nel cestino.

La bambina scende, il padre lega la bici e prende il libro.

Valewanda e le altre mamme lo guardano e pensano: non ha una borsa, non sa dove metterlo, quindi lo prende e lo terrà in mano chiuso, o lo appoggerà a una panchina.

Manco per sogno.

La bambina va verso lo scivolo e si arrampica nella baraonda, lui si appoggia in piedi alla recinzione del parchetto e inizia a leggere.

La bambina si fa strada faticosamente in mezzo agli urli, spinge piano Riccardo che non fa una piega, e scende dallo scivolo.

Il padre legge.

La bambina si arrampica di nuovo e a quel punto uno dei grandi la colpisce con un calcio e lei inizia a piangere.

Il padre legge.

Lei piange più forte, scende, va dal padre, e si accuccia ai suoi piedi.

Il padre legge.

La bambina si rialza, ritorna sullo scivolo, inciampa sulla scala, cade e inizia a strillare.

Il padre legge.

La bambina lo chiama, lui alza lo sguardo, va da lei con il libro aperto, le accarezza i capelli, e intanto legge.

La bambina si rialza e inizia a giocare con un’altra bambina.

Il padre legge.

La bambina tira i capelli all’altra, che le da uno spintone e la fa cadere. La bambina inizia a piangere di nuovo, e si stende sulla panchina vicino al padre.

Il padre legge.

Ora, posto che non ho ancora letto, ma a questo punto mi riprometto di farlo, la trilogia di Larsson, la domanda è una: i suoi libri sono davvero così avvincenti oppure – come credo – il padre di cui sopra è in preda a un’insofferenza evidente verso i bambini e si è rotto le palle di portare la sua al parco? Seguaci di Larsson, illuminatemi!

 

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22 risposte a Il papà al parco – sottotitolo: la droga di Stieg Larsson

  1. desian ha detto:

    Cara Vale,
    purtroppo è proprio così: Larsson non si riesce a mollare. Personalmente sono in crisi da astinenza da diversi mesi ormai tanto che credo li rileggerò.
    Per illuminarti, un episodio: eravamo un gruppo di amici all’uscita di un cinema qualche mese fa; io ero un po’ discosto per seguire i miei pargoli; quando rientro nel gruppo sento uno che sta dicendo “scusate ragazzi, ma devo correre a casa che ho un libro che sto leggendo e devo sapere come va avanti”. Io lo guardo e senza attendere nemmeno un secondo gli grido in faccia “stai leggendo Larsson!!!”. Lui trasale: “come fai a saperlo?!”. La risposta se l’è data da sé in mezzo secondo e poi giù a condividere la comune passione per quei libri.

    p.s.: il mio amico che non ce la faceva a resistere lontano da Larsson NON è un forte lettore anzi è uno che libri (di 700 e più pagine poi!!!) ne regge davvero pochi…. Eppure. Larsson.
    ciao

  2. valewanda ha detto:

    @desian: se lo dici tu, mi toccherà proprio comprarli. Solo che ho talmente tanti libri che ho paura di bloccarmi per troppo con tutte quelle pagine… però se dici che vanno giù così lisci…

  3. Mammamsterdam ha detto:

    Larson è pure peggio di così. I padri però l’interruttore per chiudere le orecchie al parco ce l’hanno e sono pure meno ansiogeni e riescono a farsi i fatti loro.Per dire, io Larson l’ho letto di notte.ci deve essere una morale molto profonda e istruttiva per noi madri in tutto questo, ma al momento mi sfugge.

  4. M di MS ha detto:

    Io i 3 Larsson li ho letti con avidità (avvincenti ma scarsi) durante i lunghi pisolini pomeridiani dei due tiranni. Sottoscrivo Mammamsterdam: una madre al parco non riuscirebbe in tutto questo distacco e c’è da riflettere!

  5. my ha detto:

    ecco
    non sapevo come definirli
    ma

    “avvincenti ma scarsi” (come ha detto M di Ms) è esattamente la definizione giusta

    io li chiamo “svuota cervello”……..nn vedo l’ora di leggere il terzo!

  6. piattinicinesi ha detto:

    Larsson non l’ho letto ma aquesto punto mi viene la curiositàci sono libri che fanno questo effetto ( e specialmente su persone che leggono poco, ho notato, perché diventa un’esperienza davvero entusiasmante)forse il dubbio è se portare il libro al parco o menocapisco il papà, anch’io quando leggo mi estranio dal mondo, ma se uno non lascia andare i bambini al parco da soli è perché sono bambini e hanno bisogno di uno sguardomagari non apprensivo, magari non asfissiante, magari non c’è da intervenire come intervengono alcune mamme, ma uno sguardo giusto per evitare il peggio?non è un problema di genere, ma di buon senso

  7. Igra ha detto:

    Esatto, sottoscrivo M di Ms e My. Svuotacervello. Piacevoli ma si dimenticano in un battibaleno. Meglio il primo, forse. Anche H. Mankell non è niente male, conosci? Un po’ più di sostanza.

  8. erounabravamamma ha detto:

    larsson non si riesce a mollare (i primi due. l’ultimo almeno all’inizio è più faticoso) ma una madre non riuscirebbe a leggere a quel modo mentre la figlia si impasta contro lo scivolo etc. etc. e non lo dico con astio verso i padri: anzi, li invidio un po’. per esempio il mio fidanzato riesce anche a dormire tra uno strillo e l’altro. fa micropisolini di 3 minuti, poi si risveglia, dice “che c’è che c’è? aspetta che arrivo io”, poi quando cala il silenzio si riaddormenta di botto. è una questione di funzionamento del cervello. ed è lo stesso motivo per cui gli uomini di solito la notte non si svegliano, beati loro, e ignorano i richiami dei pupi. (sulla casa in cohousing… ma tu quanti metri cercavi e in che zona? rispondimi sul mio blog)

  9. silvietta ha detto:

    secondo me è una lezione da imparare ….

  10. valewanda ha detto:

    @mammasterdam: guarda, io di morali profonde non ne vedo, e lo dico da mamma non troppo apprensiva, che al parco tiene d’occhio i figli ma si fa anche due chiacchiere. Però così è troppo, il padre era inguardabile, ti assicuro…
    @M di Ms e My: la definzione è calzante, avevo il sospetto che fosse così… li leggerò…
    @piattini: concordo su tutta la linea!
    @Igra: non conosco, proverò, proverò…
    @erounabravamamma: ma io sono tranquilla di solito, non corro al primo strillo, e volte si sveglia prima mio marito, però al parco bisogna dare un occhio, non si può far finta di niente, infatti ci stava scappando il guaio secondo me…
    @silvietta: ma quale? Ti assicuro che faceva una figura brutta, credimi…

  11. Ettore ha detto:

    Larsson, libri di 700 pagine avvincenti ma vuoti, padri menefreghisti o madri apprensive… lezioni da imparare…
    Vale, sinceramente l’unica domanda che avremmo dovuto farti, ma non è venuta in mente a nessuno è: ma in che razza di parco vai, che in tre minuti la bambina ha rischiato uno scontro frontale mortale, un calcio alla tempia e uno scalpo??? Dimmelo, così lo evito! 🙂
    Ettore

  12. fgem ha detto:

    faceva una figura brutta……è meglio forse l’apprensione querula e fastidiosa delle mamme che al primo strillo del pupo al parco sono pronte a becerare contro i genitori del compagnuccio di giochi che magari ha tirato i capelli all’infante in lacrime?

  13. valewanda ha detto:

    @tutti: parchetto di via Romolo Gessi, baraonda totale. Chi mi conosce lo sa, NON SONO UNA MAMMA APPRENSIVA, né una che corre appresso al figlioletto se qualcuno gli tra un capello, lungi da me, e ripeto, chi mi conosce, o mi legge, lo sa. Però c’è un limite a tutto, e lo dice una che al parco, se p, fa anche quattro chiacchiere con la altre mamme.

  14. Silvietta ha detto:

    Sorry Vale, avevo male interpretato … mi sono fatta fuorviare dal fatto che ultimamente LaPulce se ci sono io diventa Eleonora Duse e chiede aiuto anche quando normalmente, in presenza del solo papà, riesce a cavarsela da sola. Per il resto, invece, non ho mai letto nelle tue righe qualcosa che non facesse pensare a una mamma tenera ma permissiva, più che apprensiva, che cerca di evitare il peggio ai pargoli ma anche di lasciarli allontanare quel tanto che basta perchè l’indipendenza da mamma diventi fiducia in loro stessi.O forse, così vorrei diventare io … ma c’è tempo. Intanto sogno. …a presto, silvietta

  15. bstevens ha detto:

    risposta di darrin: è una droga
    risposta di b: meglio un libro che l’altalena (gasp)

  16. Chiara ha detto:

    No, effettivamente sono avvincenti. Almeno, io ho letto il primo e mi ha tenuta abbastanza incollata, ma non sono una di quelle che non vivono se non leggono anche gli altri. Invece ho sentito tante persone che non sono state a posto finché non hanno finito la trilogia.

  17. mamainbluejeans ha detto:

    HIHIHIHIHI mi immagino la scena!
    Io sto leggendo il primo libro, e credo che il papino in questione pensasse essere possibile leggere e portare sua figlia al parco. Poverino! ha dimenticato che gli uomini non riescono a fare due cose insieme?

    PS(c’è un’articolo sull argomento sul mio blog, giusto per…)

  18. valewanda ha detto:

    @silvietta: lo so che tu mi capisci, non era riferito a te… c’è sempre qualcuno che vuole far polemica…
    @bstevens: ho capito che è meglio un libro dell’altalena, però se tuo figlio è sull’altalena magari evita di farlo ribaltare, no?
    @Chiara: ti saprò dire se sono una di quelle…
    @mammainbluejeans: l’ho letto il tuo post….

  19. Micol ha detto:

    Ciao, io ho letto tutta la trilogia di Larsson e, mi vergogno forse a scriverlo, sono quasi in crisi di astinenza. Ma al papà in questione non dò alibi, è più importante l’incolumità di tua figlia al più bello dei libri mai letti.Comunque io leggo parecchio, adoro leggere, non c’è nulla di più bello di un libro scritto bene ed avvincente. Io, timidamente, dato i vari commenti che lo hanno stroncato, ti consiglio la lettura di Stieg Larsson. Perché non c’è cosa più soggettiva della lettura.

  20. Micol ha detto:

    Ciao, io ho letto tutta la trilogia di Larsson e, mi vergogno forse a scriverlo, sono quasi in crisi di astinenza. Ma al papà in questione non dò alibi, è più importante l’incolumità di tua figlia al più bello dei libri mai letti.Comunque io leggo parecchio, adoro leggere, non c’è nulla di più bello di un libro scritto bene ed avvincente. Io, timidamente, dato i vari commenti che lo hanno stroncato, ti consiglio la lettura di Stieg Larsson. Perché non c’è cosa più soggettiva della lettura.

  21. Micol ha detto:

    Ciao, io ho letto tutta la trilogia di Larsson e, mi vergogno forse a scriverlo, sono quasi in crisi di astinenza. Ma al papà in questione non dò alibi, è più importante l’incolumità di tua figlia al più bello dei libri mai letti.Comunque io leggo parecchio, adoro leggere, non c’è nulla di più bello di un libro scritto bene ed avvincente. Io, timidamente, dato i vari commenti che lo hanno stroncato, ti consiglio la lettura di Stieg Larsson. Perché non c’è cosa più soggettiva della lettura.

  22. Micol ha detto:

    Ciao, io ho letto tutta la trilogia di Larsson e, mi vergogno forse a scriverlo, sono quasi in crisi di astinenza. Ma al papà in questione non dò alibi, è più importante l’incolumità di tua figlia al più bello dei libri mai letti.Comunque io leggo parecchio, adoro leggere, non c’è nulla di più bello di un libro scritto bene ed avvincente. Io, timidamente, dato i vari commenti che lo hanno stroncato, ti consiglio la lettura di Stieg Larsson. Perché non c’è cosa più soggettiva della lettura.

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