I cervi e le patatine

 

Riserva naturale di Paneveggio, venti chilometri da San Martino di Castrozza, spettacolo di rara bellezza. Sentieri incontaminati, fiumi, passeggiate nel silenzio, torrenti, rifugi speduti. A un passo le pale di San Martino, meraviglia di rara bellezza.

Valewanda, con Tommaso sulle spalle, cammina guardandosi intorno, papà Nicola, con Ricky, a bassa voce racconta una storia a Mattia, che osserva incuriosito e rispettoso. Un cartello, "recinto dei cervi", la famigliola avanza.

"Mamma, cosa c’è scritto sul cartello?", chiede Mattia

"C’è scritto che là ci sono i cervi, e che bisogna rispettare l’ambiente".

"Cosa vuol dire mamma?"

"C’è scritto che i cervi non vanno toccati, non bisogna lanciare le cose nel recinto, e soprattutto non bisogna dare loro da mangiare".

"Va bene Mamma, sss…sss…". 

Valewanda e compagnia bella vanno avanti, e alla loro sinistra ecco, da lontano, un cervo bellissimo con delle corna enormi, incantevoli, Mattia è rapito. Più avanti, eccone un altro, e poi ancora un altro, giocano tra di loro incuranti delle persone che passano vicine.

Nel silenzio, ecco sopraggiungere due famiglie, tre figli cadauna, zaini strapieni, bambini che mangiano patatine, genitori con lattine di coca in mano, abbigliamenti da spiaggia, infradito fucsia e bermuda a fiorelloni: forse non hanno capito che Cesenatico è da un’altra parte. I bambini iniziano a ricorrersi e ad urlare, uno tira fuori una palla e inizia a giocare a calcio contro la rete del recinto. I genitori ridono senza fare una piega, l’incanto di cinque minuti prima intanto si è rotto.

Ad un certo punto un bambino tira fuori una patatina dal sacchetto e fa per allungarla ad un cervo che nel frattempo si è avvicinato. Lo fermerà il padre, pensa Valewanda, povera illusa. "Bravo, bravo", dice la madre, "dagli le patatine, dagliele". Il bambino segue il suggerimento, se ne mangia una e ne dà una al cervo, e così via. Poi lo tocca, gli dà i pizzicotti, mentre i genitori di entrambe le famiglie scattano foto agghiaccianti.

Valewanda si avvicina: "Scusate, ma non li leggete i cartelli? Non bisogna dar da mangiare ai cervi!"

Risposta: "E chissenefrega, Giovannino, dagli la patatina, dai…".

Cari genitori che quel giorno eravate a Paneveggio, a parte il fatto che mi chiedo che divertimento ci sia per un bambino nel dare un cipster a un cervo, a parte anche il fatto che i lidi romagnoli sono da un’altra parte, non lamentatevi se a vent’anni vostro figlio vi sputerà in faccia, perché Voi in quanto a rispetto non gli avete insegnato proprio una mazza. 

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12 risposte a I cervi e le patatine

  1. michela ha detto:

    che scena agghiacciante.
    anche io divento idrofoba davanti a cose del genere, comunque dietro ogni bambino maleducato c’è molto spesso un adulto incivile.
    ma dopotutto viviamo in un paese che di civile recentemente ha proprio poco…..

  2. luca ha detto:

    condivido in pieno, se questo è il senso del rispetto che danno al loro figlio… poveri loro!ciaoLuca

  3. desian ha detto:

    stessa magia per noi, qualche anno fa, al recinto dei cervi di Paneveggio. Sulla “maleitalia” dilagante c’è poco da dire: hai fatto bene tu ad intervenire perché l’unico modo è fargli notare l’errore. Certo, se ne fregano, ma se ogni persona civile facesse valere le ragioni della buona educazione e della convivenza civile, forse prima o poi anche certi personaggi potrebbero cominciare a porsi delle domande sui propri comportamenti. No?

  4. emily ha detto:

    grrrrrrr nessuno tocchi il mio parco di paneveggio!!! se c’ero facevo una strage! noi nn alziamo nemmeno la voce quando siamo li! sai che spesso abbiamo dormito lassù col camper? hanno fatto un’area piccina ma deliziosa, ci stanno pochissimi camper, nel silenzio più assoluto, con delle stellate indimenticabili, unico rumore il ruscello. l’ultima volta siamo partiti da casa con 40° e siamo scesi a 2° durante la notte e noi eravamo senza riscaldamento….
    cmq hai ragione, sono i primi i genitori a nn rispettare le regole, sono i primi a gridare, a menare le mani, e poi a lamentarsi se il figlio fa lo stesso.

  5. Silvietta ha detto:

    Brava Valentina! anch’io poi ci resto malissimo quando le persone sono così ottuse, ma il fatto di parlare male di loro e scriverne è anche un modo di demitizzarli come modelli! e speriamo che i figli trovino delle figure in grado di insegnargli il rispetto….a presto, s.

  6. MammaTuttoFare ha detto:

    Mi hai fatto venire in mente il giorno che siamo andati a Innsbruck a visitare la residenza dell’imperatrice Maria Teresa. Anche lì un paio di rumorose famiglie di italiani con pargoli al seguito, vestite come dovessero andare in spiaggia. Mi sono vergognata di loro e con mio marito abbiamo invertito il giro da fare pur di non tenerseli appresso per tutta la visita. Che gente!

  7. M di MS ha detto:

    Bof! Che dire? Italiani popolo di zozzoni. Basta guardare anche solo il giardinetto sotto casa.
    Adesso che ci penso, con mio figlio le conversazioni più lunghe fatte mentre camminiamo riguardano: cacche, cartacce, auto sui marciapiedi. La cipster, scusa l’iperbole, mi sembra quasi un atto di gentilezza…

  8. EricaML ha detto:

    Il Chissenefrega la dice lunga sull’intelligenza di questi genitori

  9. Mamma Imperfetta ha detto:

    Io gli avrei ficcato in bocca quello che dovrebbero mangiare i cervi.

  10. Manu ha detto:

    però…W l’educazione…

  11. valewanda ha detto:

    @Michela: in effetti da qualche tempo a questa parte è proprio così…
    @Luca: veramente…
    @Desian: figurati, aspetta e spera…
    @Emily: ho presente l’area dei camper, ho immaginato che sarebbe stato bellissimo. Purtroppo mio marito sul camper non cede…
    @Silvietta: già, speriamo…
    @Mammatuttofare: anch’io mi vergognavo, davvero…
    @M di Ms: bè, gentilezza mica tanto, un baccano indescrivibile, tutto stonava…
    @Erica: infatti, non ci potevo credere
    @Mammaimperfetta: già
    @Manu: quello che ho pensato io

  12. MAQ ha detto:

    sembra la sceneggiatura di un episodio de I mostri di Dino Risi!
    ben ritrovata!!

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