ricordi del tempo che fu

 

 

Mamma, quando arriviamo?", disse la bambina dai capelli a caschetto.
"Presto, presto, guarda, si vede il porto!"
"Dove mamma, dove?"
"Laggiù, dove finisce la nave, c’è una striscia di mare e poi la terra".
La bambina guardò avanti, prese la mano della mamma, e uscì dalla cabina 212 per cercare l’uscita passeggeri.
"Mamma, papà dove lo aspettiamo?".
"Al bar Cristallo, quello delle brioches morbide".
"Buone mamma, a Milano non sono così"
"E’ vero, hai proprio ragione. Vieni, tocca a noi!"
La bambina e la mamma scesero dalle scale, sentirono l’aria calda sul viso insieme alle voci e ai saluti di chi arriva e di chi accoglie. Il profumo era sempre quello, mirto e liquirizia, insieme al forte odore del mare, esploso come a dar loro il benvenuto.
Il bar era là, in fondo alla strada, con i muri scrostati e l’insegna rossa consumata dalla salsedine.
"Voglio quella lì, quella morbida con lo zucchero sopra".
"Va bene, la prendo anche per papà".
La bambina chiuse gli occhi e, come ogni estate, sentì quel sapore morbido darle il benvenuto e accoglierla nella sua terra misteriosa. Sentì il sole e la sabbia, il vento e gli ulivi, il vociare forte delle signore vestite di nero, le mani calde della vecchina delle caramelle, i pesci veloci della spiaggia del faro, l’azzurro della caletta solitaria, quella del silenzio.
Era arrivata finalmente!
L’altra mattina a colazione, ancora in silenzio, con gli occhi chiusi e stropicciati e il pigiama ancora caldo di piumone, Valewanda addentò una brioche e diede il suo primo morso perplesso.
E come per incanto, ritrovò quello stesso sapore, quel colore caldo e quelle voci, che tanti anni fa le davano il benvenuto, ogni agosto, nella sua Sardegna, davanti a un cappuccino del bar Cristallo all’arrivo delle navi a Porto Torres. E così, quando sentì le voci dei suoi tre fagottini reclamare la loro dose di latte, pensò che, in fondo, la giornata può volgere deciamente al meglio se il primo pensiero, una volta tanto, non è quello del disordine  lasciato per pigrizia la sera prima.

 

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14 risposte a ricordi del tempo che fu

  1. Ettore ha detto:

    Cosa ti dicevo?
    Non avevo forse ragione…?
    Basta una piccola cosa, che poi forse così piccola per noi non è, per dimenticare i pensieri di un giorno storto, o di un periodo “difficile”. E ricominciare la giornata con un bel sorriso stampato nell’anima…
    Ettore

  2. chicca ha detto:

    …e il profumo di mirto….
    che bello i ricordi che affiorano improvvisamente….

  3. michela ha detto:

    beh ma dove le hai prese queste brioche stupende??

  4. my ha detto:

    indovina?

    anch’io son molto legata alla sardegna, fin da bambina.

  5. fgem ha detto:

    una proust antelitteram

  6. bstevens ha detto:

    sento odor di spiga! (?)

  7. valewanda ha detto:

    Comunque le brioches sono le semplici spighe del mulino bianco. Non so, ho assaggiato il primo morso e mi sono tuffata nel passato…

  8. chiara ha detto:

    In casa io, ho cercato di costruirla in base ai ricordi.Cerco di spiegrmi, quando ho scelto questa casa ho pensato che aveva le persiane come la casa della mia nonna, ha le scale come la casa torre, della zia, la luce la mattina dalle finestre mi ricordavano la cucina di casa a firenze etc..Non so mi andava di dirtelo…

  9. Mamma Imperfetta ha detto:

    Vale, penso sinceramente che sia innamorato. :DDDA domaniiiiiiiiiiiii!

  10. lisman ha detto:

    Le brioche del Bar Cristallo … l’odore di liquirizia e di mirto … anche le mie vacanze alla volta della mia amata Capo Caccia cominciavano così … Che nostalgia!!!!!!!

  11. wwmom ha detto:

    hai un modo di raccontare che è dolcissimo…mi sono ritrovata in questo racconto e la magia di essere madri e di poter rivivere certi momenti con loro e grazie a loro.sei fantastica!

  12. Arianna ha detto:

    Vale, sono cinque anni che mi giuro che appena i patopi son più grandicelli e i fondi vacanza un pelo più sostanziosi, mi faccio un mese filato in campeggio, con base ad Alghero e spostamenti in lungo e in largo.Mi piacerebbe conoscerti proprio lì!Eh, bei sogni…

  13. riccardo ha detto:

    Penso che sia davvero bella, la sensazione d’arrivare in Sardegna da Milano, ed in generale dal nord.
    Per me che in Sardegna vivo da sempre, l’impatto con la mia terra non può certo essere lo stesso.
    Ma tu sei riuscita comunque a trasmettere una complessa e stimolante gamma d’emozioni.
    Ciao.

  14. valewanda ha detto:

    @Riccardo: grazie, detto da un sardo è un onore…
    @Ari: anch’io salto da due anni, non resisto più, ma anche quest’anno la vedo in’impresa. Mai dire mai sugli incontri, ce la faremo prima o poi…
    @laura: anch’io nostalgia vera!
    @wwm: grazie tesoro, ti penso sempre.
    @Chiara: ora che sto cercando casa spero sempre di trovare un nonsoché, ma ancora nulla…
    @Silvia: no comment…

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