ci sono giorni…

 

Ci sono giorni in cui piove a dirotto, non si può andare al lavoro in bici, e cercare parcheggio davanti all’ufficio è un’impresa impossibile.

Ci sono giorni in cui all’asilo del primogenito ti chiedono di procurare due sacchi di sabbia da 60 kg per la sabbiera del giardino, e proprio non sai come fare.

Ci sono giorni in cui ti svegli con il torcicollo, e quando sei costretta a fare retromarcia inizi a dire parolacce che rimbombano nell’abitacolo della tua utilitaria.

Ci sono giorni in cui apri l’armadio e ti metteresti a piangere, perché l’unica cosa che ti sta bene sono i jeans e una maglietta bianca vecchia come la tua bisnonna.

Ci sono giorni in cui il primogenito prende il latte, lo rovescia tutto sul tavolo, poi si arrampica sulla sedia e fa cadere tutto il sacchetto dei fiocchi d’avena.

Ci sono giorni in cui i secondogeniti si tirano macchinine in testa e gridano come disperati per i bernoccoli grandi come nocciole.

Ci sono giorni in cui entri in soggiorno e vorresti buttare nella spazzatura tutti i giocattoli che tutti e tre i tuoi figli hanno rovesciato sul pavimento, sotto il divano e sotto il tavolo.

Ci sono giorni in cui il rumore della televisione ti fa impazzire, e vorresti prendere un martello e rompere lo schermo con cattiveria.

Ci sono giorni in cui sali sulla scala per cercare un libro, e decidi di scendere immediatamente per non avere davanti agli occhi i mucchi di polvere accumulati sulla libreria.

Ci sono giorni in cui entri in bagno e ti vengono le lacrime quando vedi che i tuoi tre figli l’hanno trasformato in una piscina.

Ci sono giorni in cui passi per il corridoio, e non osi dire niente quando vedi che uno dei secondogeniti ha buttato per terra tutti i libri dei primi tre ripiani della libreria.

Ci sono giorni in cui sono le dieci di sera, e sei ancora in cucina a mettere in ordine come in un campo di battaglia.

Ci sono giorni in cui rientri dall’ufficio, e grideresti dal mal di piedi per quel dannato furuncolo sul mignolo destro.

Ci sono giorni in cui entri in camera e fissi la pila di libri che ancora devi leggere, che giacciono lì e ti guardano con tristezza.

Ci sono giorni in cui di guardare "Trovo case", "Prendi casa", "Attico", "Più case", proprio non ne hai più voglia.

In quei momenti, come diceva la voce di Laura Morante in una delle scene finali del mitico "Turnè", forse è il momento di prendersi una pausa.

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18 risposte a ci sono giorni…

  1. Mamma Imperfetta ha detto:

    Evviva. Evviva la mamma imperfetta che ammette a se stessa che quei giorni ci sono e sono anche tanti.Perchè la chiave di volta è questa Vale. La presa di coscienza, la resa davnti alle proprie debolezze ai propri limiti.Così, come hai fatto tu, senza censure.La condivisione di questo genere di sensazioni e spossatezze su un blog porta spesso all’outing di altre madri: “anche in casa mia ci sono quei giorni”, “Ti capisco, anche da me è così”. Ci sono giorni in cui non si apetta altro che la percezione di vivere un “mal comune”.Questo è uno di quei giorni.Ho appena scritto su FB “meno male che domani si lavora”…Un abbraccio.Sai dove trovarmi.Silvia

  2. my ha detto:

    dolcina
    pero’ non oggi, vero?
    oggi è domenica, 3 giorni di festa……….
    questo post ce l’avevi in mente da un po’, giusto?

    un abbraccio
    a presto 😉
    my

  3. arianna ha detto:

    mmm… com’è che per me ogni giorno è uno di questi giorni?e poi che ho appena iniziato a spulciare su “attico”… :-)comunque se hai intenzione di cambiare casa, MACHISSENEFREGA della polvere! Sai che macello quando sarà ora di traslocare??Prendiamola con filosofia Vale!

  4. Titania ha detto:

    Mitico film … l’ho visto un milione di volte dalla cassettina che registrai dalla televione. Wow che tuffo nei ricordi 🙂

  5. valewanda ha detto:

    @Silvy, grazie tesor!!!
    @My: è da un po’, ma oggi sono proprio a terra perché ho un male al collo e i giornali sul comodino, e mi viene il magone…
    @Ari: in genere io della polvere me ne fotto, ma quando ho visto le formiche in soggiorno in mezzo ai giocattoli sono sclerata…

  6. valewanda ha detto:

    @Titania: anche io l’ho visto milioni di volte, bellissimo!

  7. Daniela ha detto:

  8. fgem ha detto:

    siamo sull’esaurito spinto, vedo….

  9. jolanda ha detto:

    Anche qui ci son spesso quei giorni. E allora io ogni tanto mi prendo la pausa di cui parli. Mi lancio sul comodino, afferro con rabbia uno dei volumi che voglio leggere e mi piazzo da qualche parte, nascosta per benino. E leggo, finchè la rabbia scende, piano piano.Purtroppo i miei animaletti son diventati bravi a scovarmi!

  10. chicca ha detto:

    Ciao Vale, periodo di stress e stanchezza accumulata? Ti capisco beneissimo e pensa che io ho solo un figlio…se penso che per te tutto è moltiplicato per 4 (3 bimbi + marito)m posso immaginare che sconforto, arrabbiatura ti vengono….è come quando al sabato dopo che ho passato tutta la mattinanata a pulire casa a sera a tavola mio marito fa cadere un maccherone al sugo sul pavimento e stefano la sua pappa….

  11. M di MS ha detto:

    Ciao Vale!
    Ti leggo solo ora e spero che adesso tu sia un po’ meno stanca.
    Dai, che tra pochi giorni ci allontaniamo insieme da questa routine frustrante!

  12. Ettore ha detto:

    Ci sono giorni, al lavoro, in cui “quei” giorni casalinghi ti sembrano un ricordo sereno e distensivo.
    E allora ti tornano le energie per tutto il resto, soprattutto per ritrovare la serenità che ti consente di cogliere sempre il lato positivo delle cose, anche di quelle peggiori. E, soprattutto, ti fanno mettere nel giusto ordine le priorità della tua vita…
    E’ una sorta di “cerchio magico”, come lo chiamo io: quando tocco il fondo in ufficio, so che quello mi farà vedere le cose nella giusta prospettiva. Per alcuni, i più pessimisti, questa potrebbe riassumersi nel classico “non c’è mai fine al peggio”. Altri, al contrario, finiscono col pensare “Ma che mi frega? Le cose che contano sono ben altre!”.
    Ho il sospetto che tu, come me, appartenga a quest’ultima “famiglia”, quindi… passerà!
    Ettore

  13. chiara ha detto:

    Ci sono giorni in cui non ho più la voce per gridare che non voglio la polvere, i giochi sul pavimento, la piscina nel bagno,il latte rovesciato, la solita maglietta stinta nell’armadio, le scarpe che mi fanno male…e mi calmo!:)

  14. mamma al quadrato ha detto:

    Ci sono giorni veramente da delirio e poi ci sono giorni nei quali – molto lentamente – le cose cominciano ad andare un po’ meglio… :))) Anche per me le ultime settimane sono state un po’ pesanti, i malanni di stagione non hanno aiutato… un abbraccio

  15. alleg67 ha detto:

    posso solo dirti di avere pazienza, sei una donna straordinaria!! 🙂

  16. Raperonzolo ha detto:

    Dato il titolo del mio blog, posso affermare con assoluta certezza che nessuno ti capisce meglio di me.Quelli sono i giorni in cui si viene investite violentemente dal caos che ci sovrasta: oggetti ovunque, la casa sporca, i figli selvaggi, i nostri malori, la stanchezza, gli impegni. Sono i giorni in cui vorresti chiudere una porta a metterti a urlare.Certo, una pausa, e anche parecchio aiuto in casa non guasterebbe 🙂

  17. valewanda ha detto:

    @Dani: non capisco;
    @jolanda: fai bene, peccato che ora che lavoro posso farlo solo a quest’ora, e come vedi sono davanti al pc con gli occhi che lacrimano…
    @chicca: esattamente così!
    @M di Ms: peccato che io sia moca di un pezzo della famiglia, sigh..
    @Ettore: già Ettore, passerà, forse quando troverò la casa 😦
    @chiara: sì, magari mi faccio un pianto liberatorio e poi mi calmo, o esco a bere una birra e faccio un giro in bici…
    @mammaalquadrato: ho presente, infatti.
    @alleg67: grazie cara, mi tiri sù
    @Rapé: lo so, lo so, tu mi capisci di sicuro..

  18. Silvietta ha detto:

    ciao Vale, che post bellissimo! no, non mi sparare in mezzo agli occhi, please! dico davvero. Sono stata una settimana da sola con la mia pulce di 3 mesi e complice la mia insonnia e i suoi risvegli dovuti all’aria di mare (ebbene si, siamo tornate qualche giorno all’ovile) mi sono ritrovata a pezzi. Come se il puzzle pazientemente costruito e tenuto assieme della mia vita fosse volato via per la troppa stanchezza. Non lo sto (ancora) ricostruendo, ma leggere questo tuo post è stato un abbraccio al cuore. Mal comune mezzo gaudio? no. La voglia di continuare a sperare e a stimarsi in mezzo alla stanchezza, vedendo tante belle compagne di cordata.Sei forte.un abbracciosilvietta

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