Ma come sei trendy!

 

"Ciao Valewanda! Ammazza come sei trendy!"

"Ma…"

"Che begli occhiali che hai, davvero spendidi!"

"Grazie! Belli vero?"

"Chissà che follia hai fatto… però ti stanno una meraviglia!"

"Sì, mi piacciono, devo dire"

"Io gli utlimi che ho preso erano di Armani, un occhio della testa… Però non mi stavano bene così, quelli sono davvero bellissimi…"

"Eh già"

"E la maglietta?"

"Hai visto?"

"Proprio il viola che piace a me"

"Carina, vero?"

"E poi con questi disegni un po’ vintage ti sta un incanto"

"Grazie, grazie"

"Ne ho vista una da Nadine uguale, ma ho rinunciato perché sono dei ladri…"

"E’ sì…"

"Ma guarda che jeans, non li avevo mai visti così!"

"Sì, mi hanno colpito appena li ho visti"

"Con quest’inserto marrone sono davvero originali"

"Già…"

"E poi fanno una linea perfetta, complimenti!"

"Grazie, troppo buona. Davvero"

"Senti, svela l’arcano, ma dove hai preso questa roba pazzesca?"

"Ma… in un negozietto in fondo alla mia via"

"Davvero? Che negozietto? Ci passo sempre ma non ne ho visti. E’ nuovo?"

"Veramente no…"

"Fammi pensare… c’è il panettiere…"

"Più avanti…"

"C’è il fiorista…"

"Più avanti…"

"C’è il bar…"

"Più indietro…"

"Ma dove? Lì’ c’è solo un negozio sfigato di un cinese"

"Ecco… infatti…."

"Che????"

Eh sì, Valewanda è un’esperta di shopping a basso costo: 39 euro, tra jeans, maglietta, e occhiali da sole, ma a guardarla sembra che sia stata a fare manbassa in una buotique di Montenapoleone.

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32 risposte a Ma come sei trendy!

  1. Every ha detto:

    Io dai cinesi ormai non compro più. I meteriali che usano è tutto acrilico, anche se nell’etichetta c’è scritto cotone. Zara è la mia salvezza, la adoro

    P.s. stai attenta agli occhiali dei cinesi, non hanno i filtri e fanno più male che bene

  2. chiara ha detto:

    In genere questo vuol dire che hai classe!Basta avere il gusto, non i soldi!

  3. piattinicinesi ha detto:

    mitica, questa è la vera eleganza e lo sanno tutte le donne veramente trendy, come teun bacio elegantona!

  4. M di MS ha detto:

    Cavolo, ma ti ha fatto la radiografia la tua amica, neh?!

  5. Chiara ha detto:

    Ma sai che a me succede spesso la stessa cosa? Quest’anno ho comprato da H&M per neanche 20 euro una borsa verde, bella capiente ma niente di che. E tutti (compreso il travestito che giovedì ha attaccato bottone con me, Emily e M di MS) mi chiedono dove l’ho presa e quanto l’ho pagata, ecc 🙂

  6. lisa2007 ha detto:

    io dai cinesi non compro perchè non voglio incentivare il loro modo di maltrattare i lavoratori nei loro laboratori malsani. E mi accodo con chi si rifornisce da Zara: conveniente, moderno, onesto, particolare. Proprio ieri ho comprato 12 capi per mia figlia, e ho speso 100 euro. 12 capi!!!! e che carini.

  7. emily ha detto:

    è vero, costano poco e sono cose carine, ma x principio nn ci entro, davvero n posso.
    nella casa a fianco della mia hanno messo su un laboratorio: lavorano 7 giorni su 7, 24 ore su 24, nn esiste pasqua e natale e fanno cose da vestire.
    fanno 3 turni, credo, c’è sempre qualcuno che cucina a qualunque ora. ogni tanto ne parte uno e ne arriva un altro.
    hanno comprato la casa e gli unici lavori che hanno fatto sono stati il cancello elettrico e la telecamera all’entrata.
    no, quello che producono gli schiavi io nn lo compro….però è vero che con 30 € ti vesti……sgrunt!

  8. emily ha detto:

    lisa ho appena letto il tuo commento: ci sono un paio di cose di zara che vorrei dirti, ma ti farebbero rabbrividire…forse trovi qualcosa in internet, ci sono state delle inchieste sui lavoratori di quella azienda.

  9. Mamamsterdam ha detto:

    Anche l’occhio vuole la sua parte. però ci vuole occhio d’aquila. Anch’io sono per gli occhiali da sole molto cheap, tanto li perdo, li scordo (e quelli da vista mi costano già come una rata del mutuo).

  10. Vebroske ha detto:

    anche a me i cinesi non stanno simpaticissimi per le ragioni gia’ dette e perché quando vengono in albergo da me sputano dentro al piatto Durante la colazione e nei portacenere nella hall! Però capisco la tentazione di comprare da loro. Io mi trovo bene ad Oviesse però a questo punto se qualcuno e’ a conoscenza di storie poco eque e solidali su di loro per favore informatemi, grazie!Vebroske

  11. Ettore ha detto:

    Quelle dette son tutte cose vere, come negarlo!, e in linea di massima la penso così anch’io… in linea di massima, appunto. Credo che al giorno d’oggi sia abbastanza assurdo fare certi discorsi, se limitati solo al 10% dell’orizzonte produttivo (in questo caso i cinesi…). Se la pensiamo così dovremmo agire nello stesso modo sempre, di fronte a qualunque ingiustizia sociale o economica, solo che così facendo sostanzialmente non potremmo continuare a vivere in questa società, ma saremmo costretti a uscirne. Perché? Perché tutti questi discorsi dovrebbero essere estesi all’infinito (o quasi), costringendoci a non poter accettare di acquistare dalla stragrande maggioranza dei produttori esistenti, in ogni comparto merceologico. Qualche esempio, per non far credere che sia solo demagogia? Allora… abbiamo escluso i cinesi, ma per lo stesso motivo dovremmo escludere anche tutti i paesi dell’est europeo (Polonia in primis), nei quali le condizioni della forza lavoro sono analoghe a quelle del XIX secolo: niente sindacalizzazione, stipendi da miseria, orario di lavoro assurdo… Non parliamo degli altri paesi asiatici (India, per fare un esempio…), nei quali il lavoro minorile è la norma. Ma non è che in occidente siamo messi meglio: che dire della Francia che ha proseguito gli esperimenti nucleari fino all’altro ieri, contribuendo alla morte incipiente del nostro amato pianeta? Quindi, embargo ai prodotti francesi (Citroen, Renault… Nestlé…). E la cara vecchia Nike, con la sua storia dei palloni fatti a mano dai bambini cinesi o taiwanesi? Be’, bandita anche lei… Non parliamo dei prodotti fatti in Brasile…
    Brutto da dire, ma purtroppo dove si trovano prodotti a prezzi molto bassi il rischio di materiali poco affidabili o sfruttamento della manodopera è sempre dietro l’angolo, indipendentemente da chi sia il produttore.
    Ettore
    PS: Quasi dimenticavo…! Ovviamente nessuno si permetta più di fare la spesa all’Esselunga, dove la politica aziendale non consente alle cassiere nemmeno la pausa per fare la pipì, costringendo anche chi ha problemi di salute a farsela addosso di fronte ai clienti… e se poi si azzarda a denunciare il fatto viene anche misteriosamente picchiato da uno “sconosciuto”… nei locali riservati al personale…
    Insomma, avanti di questo passo dovremmo unirci tutti in una bella comune sull’appennino e diventare autosufficienti…
    Ettore

  12. valewanda ha detto:

    Non ci crederete, stavo rispondendo a tutti, e mi sono accorta che Ettore ha scritto esattamente quello che volevo scrivere io, citando Nike e Esselunga, che avrei citato io. Io non boicotto più perché non sarei corente, e esserlo a metà non ha senso. Vado sempre all’Esselunga, e addirittura hanno avviato inchieste perché i dipendenti non possono andare a fare la pì. La Nike non ne parliamo, abbiamo tutti qui a casa scarpe Nike e sappiamo anche lì come vengono fatte. A questo punto io compro quello che mi piace, con il miglior rapporto qualità prezzo, e lascio che le condizioni le faccia il mercato.

  13. Ettore ha detto:

    Valewanda, non è che hai messo una webcam puntata sulla mia tastiera?
    Ormai non mi fido più nemmeno della mia ombra… e non vorrei che qualcuno violasse il copyright delle mie opere intellettuali (riesco a sentire fino a qui l’eco delle risate generate dall’accostamento delle parole “Mie” e “intellettuali”…)
    Ettore

  14. vebroske ha detto:

    Qualche tempo fa mi ero fatta un piccolo schema tratto dal libro “guida al consumo critico” e cercavo di attenermi a quelle indicazioni. E’ vero: essere equo-solidali, biologici ed ecologici su tutto (da alimenti, vestiario, carburanti, medicinali, “servizi turistici”) è quasi impossibile. A volte è necessario scegliere tra il “meno peggio”.Noi ci siamo focalizzati su questi aspetti:Ad esempio, facciamo metà della nostra spesa attraverso un GAS (gruppo di acquisto solidale),tra i cui fornitori c’è anche un negozio CTM Altromercato, l’altra metà la facciamo alla Coop (appunto il meno peggio) e gli ortaggi li prendiamo una volta a settimana da un contadino della zona. In generale cerchiamo di non consumare prodotti non stagionali (il famoso km zero)Abbiamo una macchina a metano, cerchiamo di usarla solo per spostamenti lunghi. Abbiamo uno ionizzatore che ci permette di bere l’acqua del rubinetto purificata, ionizzata e con la possibilità di regolare il livello di ph (eliminato problema bottiglie di plastica inutili).Abbiamo un negozio nella nostra città “la città ecologica” che vende prodotti dall’igiene personale all’igiene della casa ecologici. Non sempre i prodotti sono efficaci e i prezzi francamente sono un po’ alti (non abbiamo soldi da buttare, se una cosa non va, per quanto rispettosa dell’ambiente sia, non va!)Cerchiamo di limitare al minimo il consumo di medicinali, siamo tutti in cura da una omeopata bravissima.per quanto riguarda l’abbigliamento invece guardiamo più al rapporto qualità-prezzo.Per concludere: sarebbe bello poter essere coerenti in tutti gli aspetti, ma non è possibile (Per esserlo completamente, ad es, mi dovre licenziare!)Tuttavia, secondo me, ognuno di noi dovrebbe cercare di dare un piccolo contributo in questa direzione.

  15. Ettore ha detto:

    Ecco, se dovessi indicare un “compromesso” accettabile da questo punto di vista, quello di vebroske è di certo ottimo!
    Ce ne fossero come te…
    L’unico appunto che mi viene da fare è proprio quello sul prezzo di molti prodotti alimentari biologici, francamente improponibile per una famiglia a reddito medio (nel vero senso della parola) come la mia. Da questo punto di vista, per essere “biologici” si deve essere ricchi… almeno a Milano. I GAS però sono la migliore risposta a tutto questo.
    Ettore

  16. valewanda ha detto:

    in effetti Vebroske è stoica, mi piace molto il suo approccio, ed è un compromesso buono, anche se impegnativo. Questo tipo di scelte, assolutamente apprezzabili, in effetti comportano sacrifici che forse non sono in grado di fare. Io ho optato, per la verdura e la frutta, di farmela recapitare a casa da un gruppo biologico di fattorie dell’Alto adige (Val Pusteria). L’ho fatto, oltre che per sostenere il bio, per comodità e anche perché la qualità è ottima. Ve la consiglio: http://www.bioexpress.it.

  17. vebroske ha detto:

    L’investimento iniziale è notevole! Mi riferisco soprattutto all’auto a metano, allo ionizzatore (che è costato un po’), e al pannello solare (che nel precedente commento avevo dimenticato di elencare). Il risparmio lo si vede nel tempo.Per quanto riguarda i prodotti biologici ed ecologici acquistati tramite il GAS si riesce a pagarli un prezzo accettabile perchè se ne acquista in grande quantità. Comprandoli singolarmente al supermercato si pagano molto di Consiglio a tutti i GAS. All’inizio ci si deve saper organizzare soprattutto sulle quantità da ordinare, ma una volta preso il via, funziona benissimo.Inoltre sarebbe bello se lo Stato ci permettesse di scaricare gli acquisti di prodotti bio e ecologici. Pura utopia!

  18. Vebroske ha detto:

    Ps: non vorrei però passare da quella perfetta che non sgarra mai! L’impegno ce lo metto ma non nego che mi capita di acquistare anche cose poco bio poco eco e poco eque/solid!Per esempio: mio marito appena conosciuta vedendomi così lanciata mi disse subito: “toglimi tutto ma non le mie nike!” in nome della coerenza avrei dovuto fare niente, invece, preferisco fare qualcosina, che servira’ a poco, ma credo sia meglio che niente!

  19. lisa2007 ha detto:

    corro a leggere le notizie su zara! grazie emily per la segnalazione, che ritengo molto utile.

  20. bstevens ha detto:

    un giorno dobbiamo fare una gara al mercato di papinian street, vediamo chi fa più affari! : )

  21. EricaML ha detto:

    grande valewanda!

  22. my ha detto:

    bah..
    ettore nel tuo commento mi pare tu inserisca delle cose da boicottare come se fosse la cosa più difficile del mondo..
    che ci vuole scusa? a boicottare nike, nestlè, esselunga, coca cola o altri che hai citato? io lo faccio da sempre e non me ne accorgo nemmeno più………non mi sembra cosi’ difficile.

    La storia “non posso essere coerente al 100% per cui non faccio niente”, scusate, ma mi fa veramente sorridere.

    Faro’ quel che posso, no?

    Per quanto riguarda l’abbigliamento, se qualcuno ha visto la “guida al vestire critico” saprà che in questo momento storico un’alternativa “giusta”, purtroppo, non c’è.
    E poco cambia comprare dai cinesi, da zara, da benetton o addirittura dalle grandi marche. Tutte sono prodotte laddove la manodopera si puo’, ancora, sfruttare.

  23. alleg67 ha detto:

    brava valentina!!

    ps : avete dimenticato il Marocco anche qui fanno un sacco di cose di Zara, promod,diesel…..

  24. valewanda ha detto:

    @bstevens: vinco io, cerco tra le ceste e non mi batte nessuno!
    @Erica e Ale: grazie!
    @My: Guarda, forse sei tu molto più brava di me, io a boicottare tutto non riesco, nella situazione in cui sono mi comporterebbe troppa fatica, non riesco, forse questo è il mio limite. L’Esselunga è sotto casa, gli altri posti no, per un anno sono andata a comprare il latte in polvere a “Naturasì”, con la macchinaa, perché volevo un latte biologico per i gemelli. Ma non è sempre così semplice riuscire a fare tutto…

  25. my ha detto:

    ma è proprio cio’ che dicevo 🙂
    tutto è impossibile
    dovremmo andare a vivere di stenti nel deserto, per esser coerenti.
    ma nascondersi dietro “il dito” del non posso essere coerente al 100% per cui salta tutto, per me è assurdo.
    Hai 3 figlie hai l’esselunga sotto casa. Eh bhè. Certo che vai li’.
    Pero’ da li’ in poi…….nike, nestlè, coca cola o tante tante (tantissime) altre cose….qualcosa si riuscirà ben a fare!!!

    p.s. vai un po’ a vedere dove sono andata oggi 😀

  26. wwmom ha detto:

    mitica!anche io adoro lo shopping a basso costo che sembra che hai speso una fortuna.mia sorella ne è il guru e io cerco di starle dietro…ma dov’è sto negozietto del cinese?!?!ps; scusa per settimana scorsa. è stato un incubo e mi è dispiaciuto molto non vederti e conoscere i tuoi bimbi.ti abbraccio fortissimo!!!

  27. fgem ha detto:

    oddio, definire i capi d’abbigliamento dei cinesi “roba pazzesca”, degna d’una boutique di via montenapo, mi sembra un’enormità……. è che diversi sono i motivi per non comprare dai cinesi, da quelli etico/politici a quelli che attengono alla qualità dei materiali impiegati, assolutamente scadenti e di bassa lega. indossare occhiali da sole cinesi è poi davvero uno schiaffo alla salute dei nostri occhi!

  28. torta ha detto:

    d’accordo con my in tutto…
    non sono molto convinta del fatto che non vada bene comprare cose vendute dai cinesi ma non cose fatte in Cina o altrove ma comunque sfruttando i lavoratori.
    e comunque la vale è molto trendy, e quest’estate avevano tutti le bandane coordinate….

    aggiungerei che la macchina metano non è poi un grossissimo investimento, perché con gli sconti statali alla fine costa poco piu di una benzina, e il risparmio si vede in realtà subito (assicurazione e bollo). Chiaro che se uno fa 1000 km all’anno non conviene molto…Noi è gia la seconda che prendiamo e siamo veramente contenti, e a fine anno andremo forse con la terza (non in contemporanea, eh, una alla volta …)

  29. Ettore ha detto:

    @my: forse sono stato io a non spiegarmi bene, o forse hai frainteso tu quello che ho scritto io… non so.
    Provo a spiegare meglio: io ho fatto un discorso ideologico, non pratico, e l’ho fatto in generale, non riferito a quello che faccio (o non faccio) io. Hai perfettamente ragione: non comprare coca cola, nike o simili non è affatto complicato, ci mancherebbe! Io mi sono limitato a dire che, secondo il mio punto di vista, fare un discorso del tipo “non compro dai cinesi” per i noti motivi, e poi magari acquistare da chi, pur non essendo cinese, commette le stesse illegalità, non ha molto senso. E, ampliando il discorso, non condivido la demonizzazione del “cinese”, che ormai è di gran moda, proprio perché, purtroppo, il 90% (concedetemi la provocazione…) del panorama produttivo è in linea con quello “Made in China”. Trovo più azzeccata la demonizzazione del nostro sistema produttivo in toto.
    Diciamo che la summa del mio discorso era un incitamento alla “protesta globale”, da operare ognuno con i propri mezzi e le proprie possibilità, piuttosto che un inno del “se non posso fare 100, allora non faccio niente”.
    Con l’aggiunta della sola constatazione che, poi, alla resa dei conti quasi nessuno fa nemmeno quello che, come ben dici, sarebbe assai facile (quanti amici hai con le nike ai piedi, o la coca nel frigo?), ciascuno per i propri motivi. Io, per esempio, molto spesso per pigrizia o per motivi economici. E trovo più onesto dire così, piuttosto che seguire l’onda della demonizzazione dei prodotti cinesi facendo poi finta di non vedere/sapere che anche il 90% degli altri prodotti che acquisto è identico a quelli. Tutto qui.
    Ettore

  30. Beta ha detto:

    Anch’io se trovo cose carina e con materiali di buona qualità (e si sentono e si vedono quali sono) compro dai cinesi (soprattutto i jeans che dopo 6 mesi li ho consumati!) … approvo quello che scrivono in tanti e soprattutto Ettore … è vero, bisognerebbe essere più critici e boicottare chi lavora e fa lavorare in modo disumano, ma quante aziende italiane fanno fare le loro cose proprio in questi paesi per poi rivenderle a prezzi altissimi? E che nervoso mi viene quando al mercato vedo i banchi italiani che sbandierano cartelli con scritto “solo made in Italy” e poi ti avvicini e hanno gli stessi identici jeans o magliette o tute che hanno i cinesi (e manco ci cambiano le etichette, sono proprio identici! E magari a prezzi superiori) … e allora, a questo punto sto attenta io a risparmiare, in tutti i modi possibili (e non solo sull’abbigliamento). Buona giornata a tutti, Beta.

  31. valewanda ha detto:

    gfrazie davvero a tutti per il contributo, aiuta a riflettere sentire opinioni ed esperienze altrui.

  32. Raperonzolo ha detto:

    Quando passo vengo a fare shopping con te 😉

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