Pronto… chi parla?

Causa sciopero scuola materna, Mamma Vale decide di spedire Mattia dai nonni a fare il figlio unico, e occupare la mattina a fare tutte le commissioni arretrate delle ultime settimane. Giro al supermercato biologico per acquistare il latte dei gemelli, puntata in banca per chiarimenti sugli addebiti sul conto, fila in posta per pagamenti vari, passaggio in tintoria per pantaloni di papà Nicola (unico membro della famiglia che necessita di avere indumenti in uno stato decente).

Mamma Vale procede con  le ultime raccomandazioni a tata N ("Guarda che quando suona il timer, cioè una specie di campanello, spegni il brodo del gemelli, mi raccomando!"), ed esce, pronta a inforcare la bici.

Sfiga vuole che proprio oggi il tempo non prometta niente bene e dunque, per evitare di essere colta da un nubifragio di dimensioni apocalittiche,  mamma Vale decide di usare i mezzi pubblici, fiore all’occhiello dell’orgoglio milanese: all’andata l’autobus, al ritorno il metrò (o la metrò, o la metro, senz’accento, che qui ognuno la chiama come gli pare). 

Tralasciando dettagli su scale mobili rotte, rallentamenti, fermate soppresse causa lavori in corso, ritardi mostruosi sull’orario previsto dai pannelli luminosi, finalmente mamma Vale, trafelata e carica dalle mille commissioni, scende in metropolitana per il rientro a casa.

E lì si accorge di un dettaglio.

Vede che il suo vicino, durante il tragitto tra "Cadorna" e "Cairoli", parla al cellulare ad alta voce con la moglie (si suppone, visto il tono) a casa.

Ma anche due sedie più in là, osserva mamma Vale, c’è una tizia in viola che parla a bassa voce con qualcuno.

E un altro tizio in piedi vicino alle porte schiaccia tasti all’impazzata sul suo telefonino, segno inequivocabile di un bisogno impelllente di scrivere un sms.

Scesa dal treno, ecco che mamma Vale si guarda intorno ancora frastornata e nota un cartello: "In questa stazione puoi usare il tuo cellulare". A quel punto fruga nella borsa ed estrae il suo, di telefono, e vede che miracolosamente ha cinque tacche, e giusto in quel momento emette il segnale dell’arrivo di un messaggio.

Mamma Vale si ferma un minuto, e pensa con tristezza a quanti soldi il Comune di Milano deve avere investito per quel cambiamento, per molti sicuramente fondamentale. E pensa anche alla poesia di quelle mattine in cui, se pur assonnata, se pur trafelata, si ritagliava un angolino nella carrozza stracolma di gente per leggere, studiando, qua e là, i libri aperti della gente intorno. Il manager in giacca a cravatta che si nascondeva a leggere "Tre metri sopra il cielo", la studentessa in ballerine viola e borsa di feltro che sorrideva tra le pagine di "Due di due", l’impiegata in scarpe basse dalla punta arrotondata e il sacchetto con la "schiscia" del pranzo, immersa in un sempre attuale "Delitto e castigo".

Di tutto ciò stamattina neanche l’ombra.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Primo piano e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

13 risposte a Pronto… chi parla?

  1. lasimo ha detto:

    del mio periodo senza telefonini a milano, ricordo che sui mezzi si facevano grandi conquiste o comunque c’era sempre qualcuno che attaccava bottone. adesso tutti sembrano essere molto occupati a parlare al telefono con altri, e per quelli che stanno lì intorno, l’interesse è zero, quindi zero cortesia, zero chiacchiere, zero convenevoli. decisamente la vita sociale è meno varia !

  2. fgem ha detto:

    è la tua una più generica nostalgia dei tuoi anni pregressi.

  3. M di MS ha detto:

    Ciao Cara.
    Non ti eri ancora accorta della terribile novità tecnologica? Così adesso potremo tutti continuare a scambiarci sms deficienti anche sulla metro e poi ci verrà tolto anche quel po’ di silenzio imbarazzato da ascensore che almeno ci restava sui mezzi.

  4. emily ha detto:

    questi si che sono passi avanti nella civiltà…..

  5. Alessandra ha detto:

    Pensa a quando si potrà telefonare in aereo…rabbrividisco al sol pensiero.

  6. Luca ha detto:

    qualche anno fa ho preso per un’anno circa il treno per coprire la tratta Seriate (BG) – Milano Bicocca. Mi sono letto in media 3-4 libri al mese, cavolo che spasso!!!Altro che cellulare… poracci…

  7. Laura mlt ha detto:

    Io al cellulare in metropolitana ci sono abituata perchè una tratta della linea verde è in superficie. Però almeno sulla rossa si stava in santa pace, potevi leggerti in tranquillità un libro…a meno che ti capitasse il vicino di posto che racconta la sua vita all’amico in piedi di fronte a lui.
    Anch’io guardo le copertine dei libri altrui e quando leggo qualcosa di particolarmente “leggero” cerco di non mettere la mia copertina in bella mostra (insomma, una scema!)

  8. valewanda ha detto:

    xlasimo: in realtà anch’io non facevo grandi amicizie, però quantomeno si leggeva e si guardavano gli altri leggere, che era bello già di per sè.
    xfgem: per niente caro mio…
    xMdi MS: esatto, triste triste
    xemily: certo, non potevo vivere senza
    xAlessandra: veramente, che tristezza
    xLuca: infatti, io sfruttavo quei momenti per leggere, visto il tmpo risicato
    xLaura: davvero ti vergognavi? Ma chissenefrega, tanto quelli non li rivedi più!

  9. MadreSnaturata ha detto:

    Mi sa che allora anch’io son rimasta indietro di ere geologiche! Ho sfruttato anch’io il metrò milanese quando andavo in uni a studiare…e il libro non mancava MAI (anche perchè mi sparavo qualcosa come 30 fermate, oltre ai cambi si intende!

  10. my ha detto:

    io abito in provincia (sigh) e i mezzi praticamente non esistono.

    L’ultima volta che son stata a roma, a casa della mia amica/testimone di nozze, una delle cose che ho apprezzato di più è stata che per andare a casa sua dovevo prendere 1 metro e 1 tram….ho letto 1 libro in 6 giorni!!!!!

    certo che pero’ passavo 3-4 ore al giorno sui mezzi……….qui da me ci passo 10 minuti…

  11. worldwidemom ha detto:

    Noooooooo! Alla fine l’hanno fatto davvero?!Ma perchè?!?!Ma per chi?!?!Era così fondamentale? E poi.Come la mettiamo con il “Scusa sai ero in metro e il cellulare non prendeva e non sono riuscita a richiamarti!!!”. Mo’ che scusa ci si inventa!?

  12. valewanda ha detto:

    xSnatu: infatti, per i libri era comodissimo
    xmy: bè, Roma è un casino, sopratutto per gli autobus, qui è un’altra cosa.
    xwwm: hai ragione la scusa non regge più…

  13. luviluvi ha detto:

    Io continuo a leggere imperterrita in metro, visto che ho 20 minuti di andatae altrettanti di ritorno e sono riuscita a leggermi tanti bei libri (dal lunedì alvenerdì).

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...