C'era una volta Rapè

 

C’era una volta una fanciulla dai capelli scuri, che di nome faceva Alessandra, ma che tutti conoscevano come Rapè. 

Nata in Italia, un giorno la ragazza decise che il suo destino era da un’altra parte, e si trasferì in men che non si dica in Inghilterra, continuando a fare ciò che meglio le riusciva, ovvero scrivere. Scriveva di cinema e scriveva racconti e un giorno, da madre attenta e divertente quale era, decise che le sue vicende mammesche meritavano di essere ricostruite in un blog

Così la conobbi.

Nei tre mesi difficili dopo la nascita dei miei gemelli, Rapè accompagnò le mie giornate, stancanti ma in parte divertenti, grazie anche alle sue pagine quotidiane di ordinaria follia, che raccontano ciò che a volte riesce difficile mettere su un foglio di carta.

Un giorno scoprii che Rapè aveva scritto, tra le altre cose, anche questo libro, e decisi di leggerlo. 

La storia è singolare, e ancora una volta Rapè dimostra di essere una fuoriclasse, non avevo dubbi ancora prima di leggerlo. Racconta di un certo Thomas Jay, bambino senza una storia ma con tante storie da raccontare, perenne incompreso da tutto e da tutti, lontano dal vivere comune e dalle convenzioni che lo vorrebbero ingabbiare in ciò che lui non riesce ad essere. Mente fina, irritante presunzione tipica di chi si nasconde, Thomas Jay ha una sensibilità che lo imprigiona e lo condanna ad una vita di solitudine che appare senza speranza e fa trepidare fino all’ultima riga, in cui una lacrima di commozione non può non fare capolino all’idea di chiudere e passare oltre.

Ma Rapè è una che ama, una donna che ama, una madre che ama, e il suo non poteva non essere anche un libro d’amore, sull’amore, pagine di una profondità che semplicemente disarma. "…Ho imparato che per amore bisogna sapersi donare. E se è vero che a volte basta un sorriso che siamo riusciti a suscitare sul volto di una persona a dare un valore e un senso alla nostra esistenza, è ben poca cosa davanti all’essere capaci di mettersi in discussione: smontarsi pezzo per pezzo e ripercorrere parti della nostra vita che avremmo voluto dimenticare per amore di chi ci sta accanto…".

E tra queste pagine Rapè rivela molte verità, ma una tra tutte: è inutile correre dietro a un treno, veloce sui binari, credendo che questo sia la vita. "…La vita non è il treno, è la corsa", ed è talmente bello perché semplicemente vero.

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15 risposte a C'era una volta Rapè

  1. itmom ha detto:

    concordo con te, Vale, Raperonzolo ha una sensibilità incredibile e ogni parola che scrive rivela la sua sensibilità.

  2. my ha detto:

    UAO.

    informo subito babbo natale

  3. alleg67 ha detto:

    Non ho parole, Vale hai scritto in modo divino…
    bellissima questa tua recensione sul libro, blog e modo di essere di Rape..grazie!!
    l’apprezzo e mi piace molto, Rape é favolosa!!

  4. alleg67 ha detto:

    Vale , la tua recenzione sul blog, libro di Rape é favolosa!!
    grazie!!

    piace molto anche a me!!

  5. pilic73 ha detto:

    mi hai convinta…vado a prenderlo in libreria!! mai pensato di stravolgere la carriera e dedicarti alla recensione di libri??? ottima recensione!!

  6. Raperonzolo ha detto:

    Grazie, Valentina. Sono commossa!!!

  7. laura mlt ha detto:

    Non conoscevo Raperonzolo ma mi hai fatto venire voglia di leggere il suo libro. Come ufficio stampa niente male eh!

  8. wwm ha detto:

    Bellissimo post.Ho il libro a Milano che mi aspetta. Complimenti Rapè!

  9. valewanda ha detto:

    @it: verissimo, ce ne sono poche di persone così…
    @my: barav Babbo Natale su IBS lo troverà…
    @alleg67: grazie mille…
    @pilic73: magari, che bel lavoro che sarebbe… Se non lo trovi tra gli scaffali vai su IBS
    @rape: ringrazia te stessa cara amica Rapè
    @@laura: non conoscevi Rapè? Mamma mia, vadi a leggere il suo blog istantaneamente!
    @wwm: già, complimentissimi…

  10. Silvia ha detto:

    Io ho già scritto su Amobii.Trovo questo pezzo meraviglioso. Chissà che pianti la nostra Alessandra!

  11. Bella Proff ha detto:

    Come orgogliosa sorella di Rapè sono felice per le belle cose che hai scritto. Sono tutte vere.

  12. bstevens ha detto:

    raperonzolo mi piace assai, ma proprio assai. oltre al suo blog, leggerò anche il libro – e pure quello di piattini!
    ne hanno da dire queste due donne, eh? sono sicura che mi piaceranno entrambi…

    vale ci mettiamo a scrivere “qualcosa” anche noi? io scriverei… non so, non credo un romanzo. un’inchiesta, piuttosto.
    temo (o spero? per una scrittura a 4?) che i soggetti piacerebbero anche a piattini. prenderei qualche comunità ai margini… ((l’avete letto “chi ha paura dei cinesi” di mario portanova? molto curioso, l’ho appena finito..))

  13. valewanda ha detto:

    @Silvia: grazie Silvy….
    @Bella Proff: siamo tutti orgogliosi!
    @BStevens: è un onore una tal proposta dalla amica e mitica B… domanda: ma il tempo per scrivere un libro (posto che ne ho già due mezzi iniziati e piantati lì) dove lo trovo?

  14. lisa2007 ha detto:

    accidenti vale, che bella recensione.
    E che belle ‘quotation’ hai tirato fuori.
    Chapeau a te e rapè.
    Ma non avevo dubbi.

  15. valewanda ha detto:

    @Lisa. Grazie Lisetta, ma ero evidentemente ispirata dal personaggio…

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