Fare il passaporto a Milano

 

 

Vi racconto la mia esperienza alla questura di Milano. In data 09 luglio (in effetti era un po’ tardi), ho chiesto di inserire il nome di Mattia sul mio passaporto, al commissariato centro. Voi direte: cosa ci vuole a far scrivere un nome, e a fare un timbro! Ci vuole, ci vuole. Mi danno una ricevuta e mi dicono di riprovare verso il 27 luglio a chiamare per chiedere se è pronto (da ricordare che parto sabato 04 agosto). Provo, ma ovviamente non è pronto e mi dicono di richiamare il giorno dopo. Riprovo, e mi dicono di richiamare il lunedì successivo, e così il martedì. Il mercoledì sera, non essendo ancora pronto, mi dicono che ormai siamo troppo a ridosso della partenza, e l’unica soluzione per partire (!) è andare all’ufficio passaporti in via Cordusio. Notare che via Cordusio è proprio dietro il mio ufficio, e ogni giorno, da un mese a questa parte, vedevo file interminabili di persone, e dicevo, tra me e me: ecco cosa succede a ridursi all’ultimo momento. E invece eccomi qui, alle sette del mattino, davanti all’ufficio passaporti, con già varie persone davanti, che scopro avere fatto domanda ad aprile, maggio, giugno, altro che ritardatari… Faccio la fila, ma ad un certo punto arriva un tizio, che guarda la ricevuta che ho in mano e mi dice che la fila è sbagliata, perché, avendomi mandato lì un commissariato distaccato, devo prima farmi registrare, e quindi fare la fila a fianco dei "nuovi", e solo il giorno dopo fare la seconda fila, cioè quella in cui ero io, che è la fila dei "registrati". E io rispondo: "Ma parto!!!!!", e loro: "Quando, signora?". E io: "Sabato, ovvero tra due giorni!". E loro: "E, ce n’è di tempo, qui c’è gente con le valigie che parte tra due ore!". Bene, dunque per una scritta, e un timbro, mi tocca una levataccia alle 6,00, una coda di quattro ore, e un’altra coda di (speriamo), un’oretta. Oltre alle numerose telefonate fatte al commissariato. Mi viene in mente la frase del nostro ex sindaco Gabriele Albertini, che in un’intervista aveva detto: "Milano è una città efficiente, che tutti invidiano, e dunque i servizi li devi pagare, quindi non lamentatevi del rincaro dei prezzi!". Alla faccia, a me sembra di essere nel terzo mondo!

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3 risposte a Fare il passaporto a Milano

  1. hunertopf ha detto:

    Uhuh… che brividi…
    Io avuto un’esperienza simile per far fare il documento di identità della mia bimba di 17 mesi. L’anno scorso anche io mi sono svegliata all’inizio di luglio e ho rischiato di partire senza di lei… Il comune in cui vivo mi ha rigirato in questura a Milano, la questura mi ha girato in non mi ricordo quale ufficio che mi ha rimandato al commissariato di zona per poi scoprire che se andavo a 4 km da casa avrei avuto quel cacchio di documento subito.
    Alla faccia della città efficiente!!!!!
    Ciaooooo e buone vacanze!
    Ale

  2. alan zivojinovic ha detto:

    Azzz…la capiale morale d’Italia ! eheheheh

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