una dedica speciale


Questa è la poesia…

“Ma poi che resta?
Sognavo di cavalieri,
di armi,
di amori.

Vivo impantanato,
tra orpelli di nani,
ladri e puttane.

Io che scrivo soffrendo,
rincorrendo mondi lontani,
sognando di luci accecanti.

Stilita incoerente.

Che resta?

Un giro di danza,
un inchino,
una canzone alla moda,
la posologia adusata del tempo.

Che mi resta alla fine?” (T.R.)

La dedica è a due persone: la prima è l’autore di questa poesia, che non pensavo mi mancasse e invece mi manca, per alcuni gesti quotidiani, per le attenzioni e per la cura che aveva di noi. Probabilmente non mi ha capito fino in fondo, interpretando alcuni miei comportamenti diversamente da come li ho intesi, e mi ha giudicato, per questo: spero, un giorno, di potermi spiegare. La foto è del suo regno, dei posti che hanno ispirato il libro che mi ha autografato più di due anni fa “… a Valentina, semplicemente…”.

La seconda dedica è per Gianni, per quello che è successo oggi. Per questo voglio dedicargli un mio pensiero, oltre che un messaggio, anche se sono sicura che il suo momento arriverà presto, per la dedizione che mette in tutto quello che fa.

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