momenti speciali… "Ragionevoli dubbi"


Non ho più scritto in questo blog da due anni. Ciò non significa che in tutto questo tempo io non abbia vissuto momenti speciali. Ho deciso di condividerne alcuni all’interno di questo blog.
La lettura è per me uno di questi: se un libro mi piace, per me scorrere le pagine diventa davvero un momento unico nella giornata, e non vedo l’ora di avere qualche minuto per potermi tuffare nella storia che sto vivendo. Per questo vi consiglio l’ultimo libro di Gianrico Carofiglio, “Ragionevoli dubbi” (Sellerio). Ecco la recensione: «Oltre alle regole scritte quelle del codice e delle sentenze che lo interpretano , nei processi, nelle aule dei tribunali c’è una serie di regole non scritte. Queste ultime vengono rispettate con molta più attenzione e cautela. E fra queste ce n’è una che più o meno dice: un avvocato non difende un cliente buttando a mare un collega. Non si fa, e basta. Normalmente chi viola queste regole, in un modo o nell’altro, la paga. O perlomeno qualcuno cerca di fargliela pagare».
L’avvocato Guido Guerrieri deve correre questo rischio. C’è un uomo in carcere che si dichiara innocente, condannato in primo grado per traffico di droga. Le circostanze sono schiaccianti e lui stesso, in un primo momento, aveva confessato. Ma c’è però la possibilità che sia finito in una trappola orchestrata dallavvocato di primo grado. Un maledetto imbroglio, dunque, che Guerrieri è restio a caricarsi, e non solo perché tutte le apparenze sono contro. Il detenuto non è una faccia nuova: ai tempi del movimento studentesco lo chiamavano Fabio Raybàn, picchiatore fascista ossessione delladolescenza di Guido. C’è anche una situazione personale ambigua che coinvolge l’ avvocato in ogni senso: la fine forse di un amore, l’inizio pericolosissimo di un altro, e in ciascuno di questi incroci sembra materializzarsi lui, il detenuto che si proclama disperatamente innocente. Si moltiplicano da ogni lato ragionevoli dubbi.
Il meccanismo preciso degli intrecci ha la felicità e la facilità di introdurre il lettore nelle pieghe più avventurose e reali, legali, pratiche e umane, del sistema del processo e dellinchiesta giudiziaria. Ma forse è il personaggio di Guerrieri la ragione di un fascino speciale: eroe riluttante e senza moralismo, malinconico e dotato di un naturale, soffice umorismo autoironico, «un personaggio meravigliosamente convincente» secondo la definizione del «Times».
Al di là della trama, avvincente, che scorre liscia come l’olio, è l’atmosfera che rende tutto più magico e per cui ci affeziona, ancora una volta, al personaggio di Guido Guerrieri (come nei libri predecenti). E’ quella di una Bari malinconica, fatta di passeggiate sul lungomare ma anche di uscite notturne nella solitudine delle vie deserte. E’ una Bari fatta di sapori forti, di personalità dai tratti decisi, di codici appena sussurrati ma ben conosciuti. Una Bari lenta, in cui ognuno dei personaggi riesce ad incastrare il suo ruolo in quello degli altri, come all’interno di una scacchiera. E all’interno di questa cornice si muove il personaggio affascinante di Guido Guerrieri, che seduce ad ogni pagina con il suo misto di dolcezza, tenacia, e rara umiltà.

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