Di Umbria e di amicizia

•3 aprile 2013 • 2 commenti

20130403-153140.jpg

Qualcuno dice che vado sempre in posti bellissimi. Non lo nego, cerco sempre di organizzare i week end fuori con cura, cerco luoghi che possano per me creare una magia, che siano speciali non solo per i bambini ma per noi famiglia.

20130403-154100.jpg

In questo caso l’occasione era raggiungere degli amici milanesi che hanno origini umbre, noi in agriturismo, loro a casa propria, passare del tempo insieme facendoci guidare da loro, nella loro terra.

20130403-154239.jpg

Non è difficile innamorarsi di certi luoghi, le strade strette, i colori, il tempo lento e i sorrisi, i fiori e la vista aperta, che spazia nel nulla senza meta.

20130403-154502.jpg

Posti conosciuti, posti mai sentiti, lunghe passeggiate, salite, pioggia e vento, qualche raggio di sole, freddo e calore insieme.

20130403-154723.jpg

Bambini che ridono, bambini che giocano, a volte che stancano per la troppa agitazione, cinque, una squadra, cinque maschi a percorrere sentieri in salita.

20130403-155126.jpg

Un abbraccio, un bicchiere di vino, una lacrima a ricordare, mani fredde che si stringono, fiori, torta di formaggio, un pezzo di cioccolato, una piazza già vista che ha cambiato colore.

20130403-155333.jpg

E grazie a chi ha reso speciale questa breve vacanza, a noi tutti, e a voi, con l’abbraccio dei giorni normali.

Dedicato a Cristina, e a Sergio.

Mettiamoci una pezza

•25 marzo 2013 • 1 commento

20130325-090854.jpg

Tanti colori per ricordare un evento scuro, nero, che di colorato non ha proprio nulla.
Tutti insieme, a creare qualcosa che dipinga strade, piazze, città martoriate dal terremoto.
Mi unisco anch’io, che vivo di colore e dell’arte del fare, e velocemente imbastisco una pezza ibrida, strana, veloce e originale.
Manca poco, oggi va tutto spedito perché deve arrivare per il primo aprile a destinazione.
Sarà un grande quadro di solidarietà.
Il progetto, bellissimo, lo trovate qui
Ci siete?

Oddio sono gemelli!

•21 marzo 2013 • Lascia un commento

20130321-134051.jpg

Come ogni mese, la nostra rubrica sui gemelli anche oggi ha pubblicato il suo post. Questo mese tocca a me, eccomi qui come sempre, su genitori crescono.

Non riesco

•14 marzo 2013 • 2 commenti

20130314-010934.jpg

C’è che non riesco a scrivere.
Non in senso assoluto, ma qui.
Sono state due settimane pesanti come macigni, mi giro e succede qualcosa.
Di brutto, anche di bello, ma tutto insieme e’ un mix che non riesco a condividere.
Vedo lacrime di gioia e di dolore, sbalzi quotidiani, emozioni che non so come gestire, ne’ so cosa dire.
Chi mi segue o mi è vicino pensa che io sia impazzita, una bomba di energia in tutto, uno schiacciasassi che spazia dalla scuola, all’asilo, al lavoro, alla calza, alla birra fuori, alla cena con i compagni, al verbale della riunione di classe, alle pratiche personali e di famiglia.
E’ così infatti ma è un modo per tenermi a galla, tirare tirare tirare tirare.
Finché va.
Poi il palloncino lo gonfi, lo gonfi, lo gonfi, lo gonfi, e bum, scoppia.
Scoppia davvero, come tre anni fa, un mese a casa con la polmonite.
Ma qui la polmonite non c’entra, sono gli sbalzi di emozioni, le lacrime che troppo spesso vedo e che cerco di asciugare e di raccogliere.
Mi fanno anche paura.
Guardo questi fiori senza aver voglia di cambiare l’acqua, sono belli ma lo sono anche mentre appassiscono. Li lascio così, ogni giorno passo, il quadro, le rose, le mimose che io non mi sarei comprata, i disegni che ormai attacco in tutte le pareti, i colori dei bambini, almeno quelli.
E il mio cappotto con i cerchi viola, quello si’.

20130314-012212.jpg

Buio

•2 marzo 2013 • 5 commenti

20130302-192330.jpg

Avevamo diciott’anni, eravamo insieme.
Io dal sorriso solare, tu dalla risata aperta, e lo sguardo profondo.
Due occhi grandi, scuri, un piccolo cerbiatto nascosto dietro un mare di perché.
Ci affacciavamo al mondo senza sapere nulla del nostro domani.
Io, ragazzina studiosa e semplice, dai colori accesi e le cotte eterne.
Tu, eccentrica e nera, amante dei ragazzi dai capelli lunghi e dai gusti alternativi.
La mente lontana come la luna, la sigaretta accesa, le unghie lunghe, laccate e curate, rosso fuoco.
Diverse, ma diverse che a vent’anni non conta, ci si diverte, si balla, ci si innamora.
Si va in Sardegna nel mare azzurro, si guardano le bancarelle e si parla con gli ambulanti, che per te erano una calamita. Storie curiose e lontane in cui immaginare.
Una birra, un bicchiere di vino, un tiramisu buonissimo che ancora ricordo.
Una festa di Carnevale e un Natale sugli sci senza esserne capaci, millenni fa.
Una coda di cavallo lunga e morbida, contestazioni al mondo.
Gli animali, grande amore, i cani che erano tutto, prima una, poi un altro.
Non ci sono più.
Strade che si separano, e non ti vedo quasi più, dietro la finestra di un negozio e dare consigli ai padroni, alla cassa a battere i tasti sicura.
Passo con un passeggino, mi rendo conto che ci unisce solo il passato, che non esiste più.
Madri amiche come sorelle, le notizie le ho giornalmente, mi sembrano lontane.
Ma tu c’eri ancora.
Domenica sera, all’improvviso, si apre una voragine nera e profonda.
Mercoledì, piccola in quella stanza fredda, sguardi che si incrociano come in una processione.
Una musica, una lettera, un ricordo, una rosa vicino al viso, una collana che non conosco.
Giovedì mattina, e poi più niente.
Solo un buco nero, da cui non si esce più.
Forse sei solo in viaggio.

Pausa da “Mirta”

•14 febbraio 2013 • 6 commenti

20130214-142444.jpg

Non mi capita quasi mai di fare la pausa pranzo in ufficio, il part time che ho non me lo consente.
Benissimo così, un panino al volo e via.

Erano giorni però che sentivo nominare con entusiasmo un ristorante in zona, in cui i colleghi si concedono spesso pranzi fuori dal comune, in una Milano defilata ma decisamente intrigante.

A Natale, con la scusa di festeggiare, mi sono fatta portare, e ci sono poi tornata altre volte approfittando di guasti al sistema informatico che in pausa bloccavano il lavoro.

E’ un posto che merita, e’ raro che io faccia recensioni, sottolineo spontanee e di certo non sponsorizzate, ma qui l’eccezione ci sta.

20130214-143217.jpg

Il posto e’ informale, intimo, accogliente. Pochi tavoli ben curati, quadri del vicino deposito dei Tram di via Casoretto, qualche rosso alle pareti, librerie retro che danno un gusto di casa.

20130214-143409.jpg

Due giovani proprietari, sorridenti e ospitali, italiana di casa nostra lei, sudamericano lui, di lei noto gli orecchini, di lui la parlata e lo sguardo caldo e rassicurante. Si muovono tra i tavoli e la cucina con leggiadra maestria, portando pietanze irresistibili, dico sul serio.

20130214-143618.jpg

Fuori Piazza San Materno, una chiesa con un cielo da brividi, un giallo accecante e un angolo che nessuno conosce, che ti lascia inchiodata li’.

20130214-143719.jpg

20130214-143741.jpg

Il menu? Perfetto, originale, gustoso e delicato al tempo stesso, cucinato con grazia e semplicità, con la pretesa di non strafare ma essere solo ciò che si è.

20130214-143934.jpg

Si trovano puntine, sfilacci di coniglio, burrate che parlano, zuppe di legumi mai mangiate, polpette indimenticabili, lingue sublimi, pate’ di fegatini da sogno, torte di cioccolato e datteri da urlo, creme di mascarpone inimmaginabili.

Va be’, s’è fatta na certa, io quasi quasi vado a mangiare.

Poesie

•11 febbraio 2013 • 2 commenti

20130211-233722.jpg

In fondo al blog e’ riportata una poesia, c’è ma nessuno la legge.

Una poesia che mi ricorda un giorno in cui due amici si sono sposati, e hanno cantato Capossela in un bosco fatato, e noi con loro.

Una poesia che è un sussurro, note sottili che immaginano un mondo, occhi che ridono e cuori che amano, pane sfornato e zucca dolce da mangiare.

Un piccolo libro invece di una bomboniera, leggere invece che riporre, ricordare ogni giorno e renderlo speciale.

Gli stessi amici che hanno una casa tra le scale di Modica, che sanno di cielo e di azzurro, di risate e di felicità.

Li ricordo perché ne ho nostalgia, mi mancano anche se abitano a un passo.

La poesia ve la regalo, gli amici li chiamo qui, perché semplicemente ho voglia di vederli, un abbraccio e una fetta di torta di mele alla cannella.

“La luna è per l’uomo che aspetta, il sole per la canoa che risale il fiume; l’acqua è per tutti gli uomini della selva.

Ma la farfalla rossa è per Merìca. Merìca è la fanciulla che amo: Merìca, che raccoglie la yuca e cuoce focacce di cassàve.

Merìca è luna, sole, acqua, farfalla…”

 
Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.