Il ruggito della mamma tigre
A scoppio ritardato arrivo anch’io.
Finito l’altra sera, meditato, decantato, posso commentare.
Qualcuno e’ inorridito a leggerlo, ho sentito e letto pareri spesso durissimi nei confronti della madre, autrice del libro, definita da più parti rigida e intransigente.
Per carità, difficile solidarizzare con lei in molte pagine, l’immagine delle due bambine stanche a macinare spartiti di violino e pianoforte ovviamente e’ imperante dall’inizio alla fine. Risuonano nelle orecchie le parole dure, i gesti rigidi e senza pietà di una madre incapace di fissare dei limiti.
Quasi irreale pensare a certi divieti e capirne la ratio, no alle feste, ai giochi con le amiche, alle notti a dormire fuori a chiacchierare, a semplici risate dopo la scuola.
Inimmaginabile anche solo pensarci, difficile capirne la dietrologia ed esserne affine.
Idem per gli esercizi incessanti senza pietà, alla ricerca di una perfezione impossibile o astratta, poco pensata sull’indole delle due figlie, ricercata in quanto tale.
Pero’, c’è un pero’, che in fondo non mi ha fatto odiare istintivamente questa madre.
A volte, nei pensieri, esasperata da una giornata difficile, mi rendo conto di aver oltrepassato anch’io i limiti, tante volte. E di aver fatto errori che all’esterno, se qualcuno mi avesse osservato, forse sarebbero apparsi grossolani tanto quanto i suoi. In un altro modo, ovvio, ma pur sempre errori grossi, di cui oggi mi pento, e sui quali so che mi tocca lavorare duramente.
In fondo forse questa gelosia di Mattia nei confronti dei fratelli e’ anche opera mia, quante volte so perfettamente di aver sbagliato, e di averla esasperata invece che smorzarla.
Lo so, eppure in certe occasioni ho sbagliato, anche sono con le parole e i toni, e so bene che a osservarmi gli errori sono stati palpabili.
Per questo non riesco a condannare del tutto questa donna, mi ci immedesimo anche solo per un granello, ma basta questo per darle una prova d’appello.
Fare i genitori, mi rendo conto, e’ la cosa infinitamente più difficile che c’è nella vita, aiutano alcune doti di natura, la pazienza per prima, se non le hai la strada e’ in salita e gli errori sono dietro la porta. Se poi di figli ne hai più di uno, tutto si moltiplica per due, per tre, per quattro, i confronti sono inevitabili, e così la competizione all’eccesso, come a casa mia.
Leggere questi libri ha il pregio di portarti davanti a uno specchio a pensare, per poi ripartire con il piede giusto. Vanno letti, e ci ridimensiona un po’.
Ho in lista “incompreso”, forse sto azzardando un po’. Chissà mai che esca da questo ginepraio…















Devo leggerlo anche io. Poi ti dirò…